Un blog fuori tempo massimo

Non dire niente. Un caso di omicidio e tradimento nell'Irlanda del Nord

di Patrick Radden Keefe

Non dire niente. Un caso di omicidio e tradimento nell'Irlanda del Nord Mondadori,2018,528 pagine
L’autore mette subito in chiaro la sua intenzione: tracciare una storia dei conflitti in Irlanda del Nord dal 1969 a oggi attraverso il prisma di un particolare evento, cioè il rapimento e successiva sparizione di una sospetta informatrice. La cosa funziona fino a un certo punto, perché a volte l’approccio appare pretestuoso: per oltre metà del libro questo argomento viene a malapena sfiorato, e nella seconda parte ci si accanisce sopra perdendo a tratti di vista il complesso della storia. C’è anche un colpo di scena finale che lascia un po’ perplessi. Avrei anche aggiunto un quadro storico più completo per la parte precedente l’inizio della narrazione.
Ciononostante, la storia è davvero appassionante, e i personaggi principali che hanno fatto la storia dell’IRA negli ultimi cinquant’anni sono descritti veramente bene nel loro essere a metà tra eroi, soldati e farabutti, così come l’atmosfera in Irlanda del Nord ai tempi dei “troubles”. Una lettura istruttiva.

Postato il 24/12/2021


La lotteria

di Shirley Jackson

La lotteria Adelphi,1948,82 pagine
Dei quattro racconti che costituiscono questa raccolta, quello eponimo è sicuramente il migliore. Posso capire che King citi spesso Shirley Jackson come una delle sue fonti primarie, questo racconto sembra scritto da lui, per l’ambientazione, il crescendo, anche il sottotesto sociale. Il secondo racconto, che racconta di una presunta sposa, è amaro ed espone il modo più evidente il tema femminista che è presente in altre opere dell’autrice. Gli altri due sono proprio trascurabili.

Postato il 08/12/2021


Sovietistan: Travels in Turkmenistan, Kazakhstan, Tajikistan, Kyrgyzstan, and Uzbekistan

di Erika Fatland

Sovietistan: Travels in Turkmenistan, Kazakhstan, Tajikistan, Kyrgyzstan, and Uzbekistan Pegasus Books,2014,477 pagine
Uno parte dall’idea che gli “stan”, i paesi ex-sovietici dell’Asia Centrale, siano più o meno stati tutti uguali, deserto e montagne e un sacco di capre, e scopre invece che comprendono un’enorme varietà di etnie, di lingue, di usanze, di situazioni politiche, di livelli di ricchezza e di democrazia. Erika Fatland, norvegese in viaggio in Asia Centrale, riesce a trasmettere bene il carattere dei luoghi usando un occasionale umorismo nerissimo per quanto riguarda gli aspetti più grotteschi delle dittature e dell’eredità del periodo sovietico, che però sa mettere da parte di fronte alle situazioni più tragiche (un esempio su tutti: l’usanza del ratto delle mogli in Kirzighistan). Ne lascia un quadro molto vivace e un libro di lettura molto piacevole ma, cosa anomala per un libro di viaggi, poca voglia di visitare quei luoghi.

Postato il 08/12/2021


I misteri dell'ipercubo. Un'avventura matematica a più dimensioni

di Tommaso Castellani

I misteri dell'ipercubo. Un'avventura matematica a più dimensioni Dedalo,160 pagine
La mia sensazione è che spesso i libri divulgativi per ragazzi spesso piacciano più agli adulti e, anzi, a volte siano scritti con loro in mente. In questo caso in particolare, il nucleo della narrazione è un’avventura un po’ nostalgica e probabilmente autobiografica in un campeggio estivo, con piccoli misteri, descrizioni molto vivide e un bel cast di personaggi. E su tutto questo è innestata, in modo molto posticcio, un’introduzione al concetto di dimensione in matematica, con accenni a frattali e ipercubi. Ma occupa davvero poche pagine rispetto al resto, e pur essendo fatta discretamente, ne è completamente slegata. Non è stata una lettura spiacevole, ma sono perplesso.

Postato il 28/11/2021


John Carter di Marte (Barsoom, #1-3)

di Edgar Rice Burroughs

John Carter di Marte (Barsoom, #1-3) Newton Compton,1991,480 pagine
E’ veramente difficile per un lettore moderno separare la lettura di intrattenimento di Burroughs dal profondo razzismo che permea tutta la saga di Burroughs. Non si tratta solo dell’occasionale riferimento allo schiavismo sulla Terra come se fosse una cosa normale, ma proprio il fatto che il protagonista incontra popoli diversi, definiti dal loro colore e da un carattere precipuo (salvo rare eccezioni). Se però si riesce a dimenticare questo, la saga di John Carter è complessivamente divertente. Il primo libro getta le basi nella mitologia ma è ancora abbastanza trattenuto (c’è poi una superflua cornice che viene presto dimenticata); il secondo libro è decisamente il migliore, la parte in cui affronta la religione e soprattutto il cosiddetto Paradiso dei marziani è sorprendente e a modo suo profonda. Al terzo libro la saga inizia a diventare ripetitiva col protagonista che si mette a menare le mani in qualunque occasione inseguendo la principessa e finendo prigioniero ogni 3-4 capitoli.

Postato il 25/11/2021


Staccando l'ombra da terra

di Daniele Del Giudice

Staccando l'ombra da terra Einaudi,1994,122 pagine
Non sono riuscito a entrare in sintonia con l’autore e apprezzarlo particolarmente. Non ho capito dove avrei dovuto commuovermi, ho fatto un sacco di fatica con questa prosa circonvoluta (a volte perfetta per la narrazione, più spesso no) tanto che ci ho messo una settimana a leggerlo, un’eternità per le cento pagine che lo compongono, e solo a tratti sono riuscito a respirare la sensazione di libertà che l’autore voleva trasmettere. I migliori due racconti nettamente “Tra il secondo 1423 e il secondo 1797” e “Pauci sed semper immites”. Un plauso alla memorabile figura di Bruno.

Postato il 20/11/2021


Trionfo d'amore. Breve storia del fotoromanzo

di Aldo Dalla Vecchia

Trionfo d'amore. Breve storia del fotoromanzo __ Graphe.it,88 pagine__
Mi aspettavo un po’ più di approfondimento, da questo agile libretto sul fotoromanzo (che è una forma di intrattenimento per cui ho un’attrazione un po’ morbosa), ma in effetti da un libro che si chiama “Breve storia del fotoromanzo” e ha meno di 100 pagine, non ci si può aspettare altro che una rapida disamina storica senza alcun tipo di analisi. C’è molto affetto nei confronti del fotoromanzo, ma nulla sui suoi meccanismi, sulla tecnica, sui rapporti con le altre arti collegate (in primis il fumetto, ma anche la fotografia e il cinema). Probabilmente ho scelto il libro sbagliato, ma son rimasto deluso.

Postato il 13/11/2021


I sette mariti di Evelyn Hugo

di Taylor Jenkins Reid

I sette mariti di Evelyn Hugo Mondadori,2017,420 pagine
Lo spunto è di quelli interessanti: una diva dagli anni ‘50 in poi (a naso l’ispirazione più forte è Liz Taylor) racconta la sua vita, i suoi amori, la sua carriera e i suoi eponimi sette mariti. Il ritratto della Hollywood di un certo periodo e del divismo, già in discesa, è preciso e rilevante fino a un certo punto. Hollywood è descritto solo attraverso le rivalità dei divi: poiché è una diva che racconta la sua vita, ha un suo senso, ma rimane l’idea di una visione parziale. La storia comunque fila benissimo, con gli anni che passano, i mariti e i piccoli e grandi colpi di scena. Ci sono forzature non da poco per mandare avanti la trama, ma con un po’ di sospensione dell’incredulità e adeguandosi allo spirito da feullietton ci si passa sopra, seppure con un “e vabbè…” qua e là.
Però quello che proprio mi ha infastidito è la cornice, la storia di “Monique” che intervista Evelyn, posticcia e chiaramente pensata per far identificare il pubblico e piazzare il libro nella categoria “chick lit”. Il tentativo nel finale di legare le due storie mi è sembrato davvero patetico. Peccato.

Postato il 11/11/2021


La letteratura nazista in America

di Roberto Bolaño

La letteratura nazista in America Adelphi,1996,250 pagine
Bolaño si cimenta col genere che nel cinema è chiamato “mockumentary”, inventando un mondo parallelo di scrittori americani filonazisti (anche se il termine è molto lato, include non solo i fascisti ma anche solo i nazionalisti, i razzisti, gli ultracattolici) di cui racconta vita e opere con un tono sottilmente sarcastico, e tanto realista che è spesso difficile che capire se tutta quella gente che cita è reale o inventata. Immagino che a conoscere bene la letteratura sudamericana del ‘900 e il contesto sociopolitico il libro sia più godibile, ma per me è stato un giochino, abbastanza divertente, ma per cui anche 200 pagine alla fine sono sembrate un po’ troppe.

Postato il 04/11/2021


La banda degli dei

di Barbara Fiorio

La banda degli dei Rizzoli,2021,346 pagine
L’autrice sostiene nella postfazione che non è facile inquadrare questo libro, se nella narrativa per adulti o per ragazzi. Io ho una mia opinione: è un libro per adulti scritto come se fosse un libro per ragazzi. Non è un difetto, è una feature: lo si legge con gran piacere, ricordando quei pomeriggi in bicicletta con gli amici con uno spirito molto più sincero di quello di Stranger Things, succedono un sacco di cose, i personaggi sono complessivamente ben costruiti (qualcuno più, qualcuno rimane più abbozzato), fa piacere che non ci siano superpoteri, ci si commuove anche qua e là, il ritmo è indiavolato e non molla mai un momento.
Ma i ragazzi non sono ragazzi, sono una proiezione di come sono i ragazzi secondo gli adulti, e il punto di vista degli adulti è spesso predominante; inoltre il focus del libro è “riscoprire quelle cose vecchie che in realtà sono così fighe”, dai miti greci al rock’n’roll (e tacerò, anzi non taccio sul fatto che sia riuscita a scrivere che “il latino apre la mente”, santa polenta), e a parte la presenza dell’occasionale smartphone il paese del 2021 è indistinguibile dallo stesso negli anni ‘80. Beh, forse è così.

Postato il 29/10/2021