Un blog fuori tempo massimo

L'Italia spensierata

di Francesco Piccolo

L'Italia spensierata Laterza,2007,190 pagine
Curioso trattatello in cui l’autore, che non conosco ma che ha evidentemente un profilo da intellettuale, si cimenta con luoghi ed eventi “popolari”: è tra il pubblico di Domenica In, visita un autogrill durante un esodo estivo, vede un cinepanettone il 26 dicembre e va a Mirabilandia. Ne viene fuori una sorta collezione post di blog extra-large. Il tono è inevitabilmente ironico, ma ho apprezzato l’atteggiamento, sinceramente con volontà curiosa di capire e imparare, e senza la pretesa superiorità che potrebbe sfoggiare una persona con la sua cultura.

Postato il 05/07/2021


Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata

di Raphael Bob-Waksberg

Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata Einaudi,2019,280 pagine
La prima raccolta di racconti di Raphael Bob-Waksberg, autore dell’amatissimo Bojack Horseman, ha alti e bassi. Il tema generale dei racconti, non particolarmente originale, è la difficoltà nelle relazioni amorose moderne. Quello che rende interessante la lettura dei racconti è il tocco grottesco, la deviazione inaspettata dalla nostra realtà. Ad esempio, in quello che probabilmente è il miglior racconto, si parla della difficoltà a organizzare un matrimonio “semplice”, senza dover per forza adeguarsi alle convenzioni, ma in un mondo in cui i rituali sono molto diversi dai nostri.
Non sempre questi twist funzionano, a volte sembrano assai forzati (come nell’ultimo racconto, in cui una storia buffa, tenera e triste in un parco a tema viene contaminata con elementi in stile Frankenstein), altri sono più “normali” in tutto il loro svolgimento, e alcuni racconti sono davvero poco significativi. La sensazione generale è che RBW abbia fatto qualche esperimento, e stia cercando la sua strada nella letteratura. Per ora lo preferisco come autore televisivo, ma probabilmente merita fiducia.

Postato il 29/06/2021


Romanzo rosa

di Stefania Bertola

Romanzo rosa Einaudi,2012,208 pagine
Romanzetto divertente e divertito, parla di un corso per scrivere romanzi rosa di genere Harmony (“Melody” nel libro). Ogni capitolo del libro illustra il corso stesso, dal punto di vista di una 58enne che vi partecipa, con le dispense allegate, e per esteso il capitolo del Melody che viene prodotto dall’aspirante scrittrice. Ciò che è curioso è che gli eventi della classe e dei suoi discenti rispecchiano le regole (aassurde, inverosimili, ma quelle sono) che vengono illustrate nel corso. Questo cortocircuito “meta”, unito al romanzo prodotto, tanto aderente alla realtà da essere una parodia, rende la lettura davvero uno spasso. Peccato, però, per un finale davvero sotto le aspettative.
Ora mi è quasi venuta voglia di leggere un Harmony. Quasi.

Postato il 18/06/2021


I sommersi e i salvati

di Primo Levi

I sommersi e i salvati Einaudi,1986,184 pagine
Primo Levi torna alla sua esperienza nel Lager dopo tanti anni, questa volta nella forma di un saggio. Il suo pensiero e la sua scrittura come sempre sono lucidissimi, precisi e acuti. Le parti a mio avviso più interessanti sono quelle del capitolo sulla “vergogna”, che esplorano i sentimenti dei sopravvissuti, e quelle sulla “zona grigia”, ovvero come la divisione tra buoni e cattivi, nazisti ed ebrei, gatti e topi, non sia mai così netta. Se “La tregua” aveva il suo senso nel creare un distacco tra il Lager e la vita civile ma era meno necessario, “I sommersi e i salvati” è un libro indispensabile per analizzare l’orrore a distanza di anni.
E infine, come è immensamente triste sentire Levi che parla dei sopravvissuti che a distanza di anni si sono suicidati.

Postato il 09/06/2021


Le quattro casalinghe di Tokyo

di Natsuo Kirino

Le quattro casalinghe di Tokyo Neri Pozza,1997,652 pagine
Un thriller giapponese in cui le protagoniste…non sono casalinghe! Ha alcuni spunti interessanti: mostra un Giappone diverso, decisamente oscuro, e dal punto di vista di donne che arrancano ad arrivare a fine mese; inoltre le protagonista sono ben caratterizzate, anche se proseguendo la lettura ci si rende conto che vorrebbero essere archetipi più che personaggi. La seconda metà arranca un po’, e ci sono un po’ di forzature nella trama, e un finale complessivamente poco soddisfacente. Si trova di meglio per investire nella lettura di 600 pagine, anche solo per un thriller, ma non è nemmeno da dimenticare.

Nota del 2025: nonostante quello che ho scritto nella chiusura della recensione, ho dimenticato pressoché tutto di questo libro.

Postato il 05/06/2021


Koh-i-Nur. La storia del diamante più famigerato del mondo

di William Dalrymple

Koh-i-Nur. La storia del diamante più famigerato del mondo Adelphi edizioni,2016,253 pagine
Alla fine il Koh-i-Nur è un grosso McGuffin per parlare di una pagina di storia poco nota dalle nostre parti, cioè l’India dal ‘600 all ‘800 e i suoi rapporti con l’Inghilterra vittoriana. Ne risulta una storia piuttosto confusa nella prima parte, che vomita al lettore una serie infinita di nomi che compaiono e scompaiono nel giro di due pagine, e solo con la parte di Rajih Singh inizia a essere più solida e scorrevole. Tutto sommato mi aspettavo un po’ di più.

Postato il 24/05/2021


La pazienza del diavolo (La trilogia del Grande Buio #1)

di Roberto Cimpanelli

La pazienza del diavolo (La trilogia del Grande Buio #1) Marsilio,440 pagine
Thriller all’americana, a suon di serial killer, misteri e supposti colpi di scena (dico “supposti” perché li ho anticipati quasi tutti), ambientato in una Roma ben raffigurata. Si vede che c’è dietro amore per questa città. Ho trovato poco riuscita la rappresentazione dei personaggi, che voleva essere approfondita ma che mi è parsa tutto sommato goffa. Si legge abbastanza rapidamente, è scorrevole e ben strutturato, altrettanto rapidamente lo dimenticherò.

Postato il 16/05/2021


Cosa pensavi di fare?: Romanzo a bivi per umanisti sul lastrico

di Carlo Mazza Galanti

Cosa pensavi di fare?: Romanzo a bivi per umanisti sul lastrico Il Saggiatore,149 pagine
Ho letto questo libro perché mi interessava soprattutto il tentativo di fare letteratura con le “storie a bivi” che nella loro forma più primitiva abbiamo visto in Topolino già da decenni e che si erano evolute negli assai più sofisticati libri-game.
Le varie ramificazioni di Galanti sono in generale molto cupe, e l’uso della seconda persona è un espediente valido per mettere il lettore di fronte alla povertà morale di quasi tutte le situazioni. Gli sprazzi di serenità sono molto pochi, domina l’inquietudine. Questo è forse il maggior merito del libro, la voglia di vedere se un altro finale è meno deprimente del precedente. Quasi mai lo è.
Dal punto di vista strutturale (del “game design”) il libro è piuttosto scarso: pochi bivi, pochissimi incroci tra le varie scelte (è quasi un albero, più che un grafo), ed è evidente l’interesse dell’autore ad alcune tematiche rispetto ad altre. Ad esempio - piccolo spoiler - all’inizio puoi scegliere se fare medicina o filosofia all’università, ma se scegli medicina il libro termina subito; simile è il chiaro interesse dell’autore di esplorare relazioni amorose diverse dalla solita “noiosa” coppia fissa. Inoltre il libro è strutturato in tre sezioni, Lavoro, Amore e Vita, ognuna dei quali è un libro-game indipendente; segno, probabilmente, della difficoltà a gestire strutture complesse da parte dell’autore.
In sostanza, riconosco al libro il merito del tentativo di usare un gimmick per esprimere la visione dell’autore sul mondo, ma complessivamente non posso dire sia un libro riuscito.

Postato il 07/05/2021


Il cimitero di Praga

di Umberto Eco

Il cimitero di Praga Bompiani,2010,523 pagine
Un po’ prolisso e con espedienti narrativi a dir poco discutibili, però è divertente per lo spirito feuilletton e per la solita valanga di citazioni colte buttate lì. Ma se volete una storia dei Protocolli dei Savi di Sion, leggetevi Will Eisner. :)

Postato il 05/05/2021


Il dilemma dell'onnivoro

di Michael Pollan

Il dilemma dell'onnivoro Adelphi,2006,487 pagine
Devo dire di essermi avvicinato un po’ dubbioso a questo libro, in quanto lo immaginavo della categoria “vegani abbraccia-alberi che vogliono farti sentire in colpa se mangi il pollo”. Tutt’altro: Pollan compie una lucidissima analisi del nostro rapporto con l’alimentazione, toccando argomenti come l’industria del cibo capitalistica più agghiacciante, le fattorie bucoliche, la caccia, la raccolta, la filosofia del vegetarianesimo e del veganesimo. Non dà molte risposte, tanto che alla fine mi è rimasta l’impressione di “non c’è soluzione”, ma fornisce tantissimi elementi di riflessione. E’ un libro che consiglio pienamente.

Postato il 05/05/2021