Un blog fuori tempo massimo

The Lord of the Rings: The Rings of Power

di John D. Payne,Patrick McKay (The Lord of the Rings: The Rings of Power, 2022)

The Lord of the Rings: The Rings of Power Poster

Evil has had many names.

Il riassunto Beginning in a time of relative peace, we follow an ensemble cast of characters as they confront the re-emergence of evil to Middle-earth. From the darkest depths of the Misty Mountains, to the majestic forests of Lindon, to the breathtaking island kingdom of Númenor, to the furthest reaches of the map, these kingdoms and characters will carve out legacies that live on long after they are gone. Imdb

Il commento Si vede che ci hanno buttato una quantità spaventosa di soldi e li hanno spesi in scenari fantastici, costumi sontuosi, tantissimi cavalli, CG a livello cinematografico. Si son però dimenticati di tirar fuori una storia appassionante e dei personaggi interessanti. Ci sono un paio di twist nella serie che tengono viva un pochetto l’attenzione, ma per il resto domina lo ZZZZZ. Spero che aggiustino un po’ il tiro nelle prossime stagioni.

Postato il 14/10/2022


The Lunchbox

di Ritesh Batra (The Lunchbox, 2013)

The Lunchbox Poster

Can You Fall In Love With Someone You Have Never Met?

Il riassunto A mistaken delivery in Mumbai’s famously efficient lunchbox delivery system (Mumbai’s Dabbawallahs) connects a young housewife to a stranger in the dusk of his life. They build a fantasy world together through notes in the lunchbox. Gradually, this fantasy threatens to overwhelm their reality. Imdb

Il commento Un piccolo film indiano di anime solitarie, un po’ per scelta un po’ per caso, che si incontrano, o meglio si sfiorano, in una metropoli moderna. Il gimmick del pranzo recapitato al posto sbagliato è pittoresco e allo stesso tempo intrigante, e cresce così delicatamente che non si perde mai la sospensione dell’incredulità. Forse, qua e là, c’è qualche ripresa etnografica da pubblico di Sundance (“va’ che buffi gli indiani che cantano in autobus”), ma non disturba.

Postato il 14/10/2022


Radicalized. Quattro storie dal futuro

di Cory Doctorow

Radicalized. Quattro storie dal futuro Mondadori,2019,324 pagine
Quattro racconti lunghi, quattro versioni distopiche del futuro prossimo, stile Black Mirror (che, tra parentesi, è diventato probabilmente l’opera più influente degli ultimi anni), di cui tre su quattro pienamente realistiche, ognuna delle quali ha una forte voce morale da parte dell’autore: non si limita a supporre un futuro brutto, ci dice chiaramente che ne pensa.
Il primo racconto, plausibilissimo, parla di un futuro in cui tutti gli elettrodomestici sono pieni di DRM e della “ribellione” nell’hackerarli. Anche se ben scritto, Doctorow cade nel comune errore di pensare che l’hacking sia una cosa semplice che si impara leggendo due istruzioni sui forum, ed è un peccato.
Il secondo, con una versione di Superman alle prese coi diritti civili e la violenza della polizia, è il meno interessante, sembra una storia scartata da Superman.
Il terzo, il più americano, e che dà il titolo alla raccolta, alle prese con le assicurazioni sanitarie e il terrorismo generato contro di esse, mi è parso interessante come spunto ma non sviluppato adeguatamente. Cioè, mi è rimasta la sensazione di “e allora?”
L’ultimo è il mio preferito ed è deliziosamente crudele: un ricco privilegiato cerca di scampare all’apocalisse costruendosi un fortino, pianificando tutto: difese, armi, capitali, viveri, compagnia, intrattenimento. Cosa potrebbe andare storto? Ovviamente, tutto!
La sensazione che mi è rimasta è che Doctorow possa fare di meglio, che l’approccio politico alla fantascienza che ha dato e il suo stile di scrittura sottilmente ironico funzionino bene, ma che abbia bisogno di maggior concretezza e magari anche di prendersi il tempo di sviluppare meglio le idee.

Postato il 13/10/2022


Everything Everywhere All at Once

di Dan Kwan, Daniel Scheinert (Everything Everywhere All at Once, 2022)

Everything Everywhere All at Once Poster

The universe is so much bigger than you realize.

Il riassunto An aging Chinese immigrant is swept up in an insane adventure, where she alone can save what’s important to her by connecting with the lives she could have led in other universes. Imdb

Il commento Il film più celebrato dell’anno non mi ha convinto in pieno. Premesso che la quantità di invenzioni visive e le piccole idee sono tantissime, davvero rare in un film, ho detestato la prima parte più marvelosa, a colpi di supercazzole sui multiversi e botte da orbi, ripetendomi a iosa “ma che stronzata”. Meglio la seconda parte; però il passaggio alla morale alla Vonnegut sul potere della gentilezza mi è parsa un po’ forzata e, puramente a istinto, poco sincera: hai celebrato la bellezza di fare a botte fino a poco fa, ora sei poco credibile. Cito come cose migliori l’interpretazione in generale degli attori, in particolare di Jamie Lee Curtis, e l’universo con le dita a wurstel, che partendo da una gag diventa la parte più emotivamente intensa del film.

Postato il 11/10/2022


Siccità

di Paolo Virzì (Siccità, 2022)

Siccità Poster

Il riassunto In Rome it hasn’t rained for three years and the lack of water is overturning rules and habits. Through the city dying of thirst and prohibitions moves a chorus of people, young and old, marginalised and successful, victims and profiteers. Their lives are linked in a single design, while each seeks his or her deliverance. Imdb

Il commento Parte come un episodio di Black Mirror all’italiana: una situazione “dopodomani” molto plausibile (Roma senza pioggia da un anno) da cui si dipanano diverse storie, che piano piano si intrecciano. La siccità a un certo punto passa in secondo piano (o perlomeno, riflette comportamenti che, mutatis mutandis, abbiamo visto nel Covid), fino a un finale un po’ prevedibile, e non tutte le sottostorie hanno la stessa efficacia, ma il ritratto desolante dell’umanità e, più nello specifico, dell’italianità, fatto da Virzì è pungente ed è la cosa più memorabile del film, insieme alla splendida ripresa del Tevere in secca completa.

Postato il 04/10/2022


The Office - stagione 9

di Greg Daniels (The Office, 2005)

The Office Poster

A comedy for anyone whose boss is an idiot.

Il riassunto The everyday lives of office employees in the Scranton, Pennsylvania branch of the fictional Dunder Mifflin Paper Company. Imdb

Il commento L’ultima stagione di The Office spinge un sacco sulla pucciosità, appianando più o meno tutti i conflitti, fino a un finale che più zuccheroso non si può. Ma siccome abbiamo imparato a voler bene a tutta questa strana gente, non disturba affatto. Il ritorno di Steve Carell è per un minutaggio risibile e non è significativo.

Postato il 30/09/2022


Thelma

di Joachim Trier (Thelma, 2017)

Thelma Poster

Unleash Your True Self. Unleash Your True Power.

Il riassunto A college student starts to experience extreme seizures. She soon learns that the violent episodes are a symptom of inexplicable abilities. Imdb

Il commento Si può riassumere Thelma come “un Carrie ambientato in Norvegia”, ma anche se riprende le questioni dei poteri come metafora dell’adolescenza, e una violenta critica al bigottismo cristiano dei genitori, il film di Trier ha una dolcezza amara che è sconosciuta nell’opera di King e nel film relativo. E poi Trier, anche se a volte se la prende molto comoda, a rischio di perdere il focus narrativo (la prima metà gira un po’ a vuoto, a volte), è davvero bravo. Ogni ripresa è curata moltissimo, ci tiene a mettere sempre qualche piccola invenzione, qualche suggestione.

Postato il 26/09/2022


Boris

di Luca Vendruscolo, Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre (Boris, 2011)

Boris Poster

After “Jaws”, another cinematic giant.

Il riassunto A director and his crew attempt to make the transition from the small to the big screen. Imdb

Il commento RIpassato il film di Boris, visto al cinema anni fa, prima di vedere la nuova stagione. E’ un classico “film della serie”, cioè puntatona, con rimandi, citazioni e comparsate di quasi tutti i personaggi, in un contesto che poi riporta tutto al punto di partenza. Il fatto che sia un film che parla di cinema, invece che una serie che parla di serie, conta poco nell’economia del racconto. Anche i mezzi a disposizione non sono molti di più: rimane un film piacevole, una satira divertente e divertita che ci ha lasciato qualche perla (“In Italia l’unica cosa seria è la ristorazione”), ma di cui proprio non si sentiva la necessità, e gli anni hanno acuito questa sensazione.

Postato il 25/09/2022


What We Do in the Shadows - stagione 4

di Jemaine Clement (What We Do in the Shadows, 2019)

What We Do in the Shadows Poster

Don’t ask what they do outside the shadows.

Il riassunto A documentary-style look into the daily (or rather, nightly) lives of a group of vampires in Staten Island who have “lived” together for hundreds and hundreds of years. Imdb

Il commento Temo che vada detto che WWDITS ha saltato lo squalo, o perlomeno ha perso la sua vis innovativa che così faceva ridere. Tutti i cambiamenti alla fine della terza rientrano e la stagione appare assai pigra e priva delle grandi invenzioni che si erano viste in precedenza, con forse l’eccezione del personaggio del Genio della Lampada. Continua a essere grazioso e divertente, ma lontano dall’eccellenza.

Postato il 25/09/2022


Racconto d'inverno

di Éric Rohmer (Conte d'hiver, 1992)

Racconto d'inverno Poster

Il riassunto Felicie and Charles have a whirlwind holiday romance. Due to a mix-up on addresses they lose contact, and five years later at Christmas-time Felicie is living with her mother in a cold Paris with a daughter as a reminder of that long-ago summer. For male companionship she oscillates between hairdresser Maxence and the intellectual Loic, but seems unable to commit to either as the memory of Charles and what might have been hangs over everything. Imdb

Il commento Che film strano, “Racconto d’Inverno”. Ha scene lunghissime in cui i dialoghi si dipanano sviscerando sentimenti e, a tratti, elementi di filosofia, eppure non annoia mai. Sarà il fatto che la protagonista, così indecisa, volubile e a tratti fuori dal mondo, è così umana, o, come suggerisce il titolo l’inusuale inverno della messa in scena, un inverno piovoso e buio (come è raro vedere scene al cinema ambientate nel buio dei tardi pomeriggi invernali!),o anche l’identificarsi in uno dei principi azzurri di Floriane (e quello finale non durerà a lungo, stiamo ben certi…). E’ un film che si farà ricordare, nella sua imperfezione.

Postato il 23/09/2022