Longanesi,2007,432 pagine
Un libro sui rapporti tra sesso e potere in Italia può avere molti approcci: quello scandalistico, quello ironico, quello moralista, quello morboso. Ceccarelli sceglie un approccio cronachistico, un po’ come aveva fatto in “Invano”, ma con un importante differenza tra la prima e la seconda parte.
Infatti l’edizione che ho letto è una versione molto arricchita di un’edizione precedente, che narrava il tema limitatamente alla prima Repubblica: da Mussolini ai socialisti al potere. Questa parte è costruita in capitoli ben distinti che, a partire da un fatto preciso, tracciano un quadro del periodo storico: ad esempio dalla tirata di Scalfaro a una signora a lui dire troppo scoperta si parla dei bacchettoni della DC negli anni ‘50, dalla storia di Iotti e Togliatti si parla di come i comunisti trattavano il tema delle relazioni, eccetera. Questa parte, che ha un certo distacco storico, è nettamente la migliore: più lucida, precisa, a fuoco, e la lettura è un vero e proprio spasso. Segnalo in particolare il capitolo sul caso Montesi e del circo che si è creato intorno, una situazione incredibilmente moderna.
La seconda parte è invece su argomenti più vicini a noi: scritta nel 2007, quindi con Berlusconi ancora saldamente al potere, si dilunga con disordine nel marciume di quegli anni. C’è il tentativo di creare capitoli tematici, ma si finisce per saltare di palo in frasca parlando di quello che ha fatto questo o quell’altro con un disprezzo che, anche se magari meritato, nuoce al tono del libro. Ne risultano capitoli rabbiosi, frammentari, inconcludenti, spesso anche piuttosto noiosi. Per quel che voleva fare Ceccarelli, era davvero troppo presto: forse il libro scritto oggi, oltre 15 anni dopo, avrebbe più senso.
Postato il 25/12/2023