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La Rivoluzione Piumata: I Nuovi Dinosauri e l'Origine degli Uccelli (La Rivoluzione Piumata, #1)

di Andrea Cau

La Rivoluzione Piumata: I Nuovi Dinosauri e l'Origine degli Uccelli (La Rivoluzione Piumata, #1) __ Independently published,2019,159 pagine__
Volevo un libro sui dinosauri per adulti, e l’ho avuto in parte, ma ho avuto anche cose che non sapevo di volere. Il libro di Andrea Cau (prima parte di una serie) è infatti un libro sui dinosauri, ma non generalista: è focalizzato a dimostrare la tesi, ormai più o meno accettata dalla comunità scientifica, che gli uccelli sono i veri eredi dei dinosauri. Per fare questo l’approccio di Cau è di delineare i progressi evolutivi dei dinosauri dimostrando, progressivamente, come convergono verso gli uccelli; il cammino così delineato prevede quindi l’illustrazione di molte nozioni di anatomia comparata, evoluzionismo, formazione dei fossili, e si impara molto sulla paleontologia e la biologia in generale.
Il libro è autopubblicato, e la mancanza di un editing si vede: qualche refuso di troppo, pochissime illustrazioni (anche se l’autore dice che è voluto), mancanza di un indice analitico che sarebbe stato preziosissimo quando ci si inizia a perdere nelle varie definizioni, e a volte qualche nozione anche basilare che non ho trovato nel testo, dovendo ricorrere a fonti esterne. So che è un libro che ha avuto un relativo successo, quindi una riedizione più curata sarebbe auspicabile.

Postato il 08/10/2023


Io Capitano

di Matteo Garrone (Io Capitano, 2023)

Io Capitano Poster Il riassunto Longing for a brighter future, two Senegalese teenagers embark on a journey from West Africa to Italy. However, between their dreams and reality lies a labyrinth of checkpoints, the Sahara Desert, and the vast waters of the Mediterranean. Imdb

Il commento Il tema del film spaventa, sembra un “cinema impegnato” che ammazza la voglia di vivere, ma il grosso merito del film di Garrone è di personalizzare il tema dell’immigrazione, narrando di due ragazzi con voglia di avventura che si ritrovano in cose più grandi di loro. Non manca la spietata realtà, anzi, certe scene me le ricorderò a lungo, ma il sentimento che prevale nel film è una grande tenerezza nei confronti di questi due ingenui sedicenni con la testa piena di sogni costretti a diventare adulti troppo in fretta. Il film è girato benissimo, gli attori non professionisti non sbagliano nulla, ho rilevato forse solo una certa fretta di chiudere alla fine e una partenza un po’ diesel.

Postato il 27/09/2023


La malattia da 10 centesimi. Storia della polio e di come ha cambiato la nostra società

di Agnese Collino

La malattia da 10 centesimi. Storia della polio e di come ha cambiato la nostra società Codice,294 pagine
Pregevolissimo saggio divulgativo sulla lotta alla poliomelite, è di particolare interesse perché questa malattia racchiude in sé molte tematiche che hanno influenzato lo sviluppo della Medicina: l’invenzione del funding pubblico anche mediante testimonial, le associazioni di pazienti, il concetto di terapia di riabilitazione, le problematiche relative ai vaccini (attenuati o inattivati, le sperimentazioni, gli incidenti, le prime paure collettive), l’eradicazione delle malattie e così via, il tutto in una storia che presenta un sacco di protagonisti carismatici e anche un certo numero di colpi di scena. Non è certamente un libro per addetti ai lavori, dato il livello di approfondimento, ma era tanto che non leggevo un saggio scientifico così interessante, ben curato e ben scritto. Molto consigliato.

Postato il 21/09/2023


Iro iro: Il Giappone tra pop e sublime

di Giorgio Amitrano

Iro iro: Il Giappone tra pop e sublime DE AGOSTINI,2018,141 pagine
Iro Iro è un saggio divulgativo sul Giappone scritto da uno yamatologo di indubbia preparazione, che riesce nell’obiettivo nel presentare un Giappone in bilico tra tradizione e modernità approfondendo molti aspetti del pensiero nipponico. È un approccio ben diverso dai reportage di costume, ma anche dai polverosi saggi della tradizione accademica: Amitrano trova il giusto equilibrio utilizzando sè stesso come tramite, attraverso la sua esperienza di gaijin che si è approcciato con umiltà e dedizione alla cultura giapponese: il risultato è un libro dedicato ad argomenti alti e bassi (la cerimonia del tè, il karaoke, il rapporto con le stagioni, la calligrafia, il concetto di felicità) ottimamente mescolati. Ho forse trovato a volte poco incisivi e mal integrati certi inserti di critica letteraria o di arti figurative, più faticosi e meno a fuoco. E’ però un piccolo difetto per un libro da consigliare.

Postato il 03/09/2023


Oh, oh, oh, oh, oh: I Righeira, la playa e l'estate 1983 (Italian Edition)

di Fabio De Luca

Oh, oh, oh, oh, oh: I Righeira, la playa e l'estate 1983 (Italian Edition) Nottetempo,312 pagine
La tesi dell’autore è che gli anni ‘80 come sono entrati nel nostro immaginario sono iniziati nel 1983, con un piccolo prologo nei mondiali ‘82, con l’eponimo motivetto balneare/apocalittico. Intorno a questa idea il libro costruisce la storia dei Righeira e in particolare di “Vamos a la playa”, intervistando solo uno dei due (l’altro è irreperibile dopo la Grande Litigata di cui non si sa nulla) e un sacco di personaggi di contorno, più o meno famosi. Il risultato è una riuscita ricostruzione dettagliata dello spirito dell’epoca, con enfasi sulla scena musicale pop italiana ma anche una panoramica, inevitabilmente superficiale, dell’Italia degli anni ‘80. Si legge con piacere, De Luca è un ottimo e navigato giornalista, anche se a tratti sorge il dubbio che si stia sopravvalutando tutto: lo spirito, l’epoca, la canzone, i Righeira. Forse è un giochino andato troppo in là.

Postato il 15/08/2023


Insert Kopeyki. I videogiochi nell'universo comunista

di Stelio Fergola

Insert Kopeyki. I videogiochi nell'universo comunista Passaggio al bosco,2021,100 pagine
Piccolo pamphlet su un argomento che, nell’ambito del mio interesse per la storia dei videogame, mi aveva attirato, cioè come se e come i videogame esistevano in URSS e nei paesi nella sua orbita. Il libro fa un discreto lavoro di inquadramento del concetto di intrattenimento nei paesi comunisti, e di come i videogame, pur esistendo, fossero rari e costosi, ma non più di altri beni considerati “voluttuari”, e anche come potevano essere prodotti nell’ambito della pianificazione industriale sovietica. Se questo è il maggior merito del libro, si rimane più insoddisfatti nella parte più specifica dei giochi: com’erano? Che temi trattavano? A livello tecnologico, erano differenti? C’è una serie di nomi, qualche breve descrizione, nessuna immagine. Non rimane la sensazione di essere venuti in contatto con questo mondo rimasto così isolato e sconosciuto.

Postato il 09/08/2023


Omicidio a Road Hill House ovvero Invenzione e rovina di un detective

di Kate Summerscale

Omicidio a Road Hill House ovvero Invenzione e rovina di un detective Einaudi,2008,382 pagine
In una casa di campagna inglese nell’era vittoriana avviene un brutale infanticidio. La polizia locale brancola nel buio, e viene chiamato un famoso ispettore dalla città che scoverà il colpevole tra gli insospettabili. Ma la prova finale è irreperibile… Una trama banale? Certo, ma perché si tratta di una storia vera che ha costituito la fonte di innumerevoli gialli più o meno originali.
Kate Summerscale fa un lavoro duplice: da un lato racconta la storia come un giallo (anche se a un certo punto si lascia scappare uno spoiler sul colpevole…e si concede anche un twist nell’ultima pagina!), dall’altro illustra come la cultura e la società dell’epoca fossero permeabili a una storia di cronaca nera che ha impressionato così tanto da diventare un archetipo. Persino Dickens aveva le sue opinioni su chi fosse il colpevole (sbagliandosi!) e ha integrato diversi elementi, tra cui la figura dell’ispettore, nelle sue opere. La precisione nel racconto della storia è impressionante, a volte eccessiva. Giusto per fare un esempio, racconta di come in un’udienza i cancellieri avessero per errore riservato troppi pochi posti ai giornalisti e molti di loro avevano dovuto assistere in piedi. Non aggiunge molto alla ricostruzione, è solo un dettaglio di colore. A lungo andare questo livello di dettaglio fa perdere di vista il nucleo del racconto e rende il libro a tratti faticoso. Ed è un peccato, perché quest’immersione in un Inghilterra vittoriana con passioni così simili a quelle moderne è molto piacevole.

Postato il 06/08/2023


Stalingrado

di Vasily Grossman

Stalingrado Adelphi,1952,883 pagine
L’intento di Grossman è chiaro, e anche confermato da riferimenti espliciti: vuole fare il Guerra e pace del Novecento e dell’Unione Sovietica. Una miriade di personaggi (sia lode all’edizione con lo specchietto in appendice) che si intrecciano in parti belliche e parti civili. Ci riesce? Eh, non proprio. Grossman non è Tolstoj, non ha la stessa potenza narrativa, la stessa conoscenza dell’animo umano, la stessa abilità nel concertare l’azione. Quindi, insomma, questa corposa (850 pagine fitte fitte) storia dell’assedio di Stalingrado durante la Seconda Guerra Mondiale a volte traballa, i personaggi non spiccano e si tende a confonderli perché spesso sovrapponibili, ci sono parti il cui senso sfugge (per dire, quella nella miniera degli Urali o la storia tra Strum e Nina a Mosca). Contrariamente al libro di Tolstoj, in cui di solito si preferisce la parte di “pace”, è nell’azione bellica che Grossman spicca, dimostrando approfondite conoscenze e capacità di raccontare l’epica della battaglia. Le pagine dell’assedio alla stazione sono il picco del libro e me le ricorderò a lungo.
Va valutato il contesto in cui il libro è stato scritto, ovvero l’URSS del dopoguerra, quando lo stalinismo era al suo apice, e la cautela di uno scrittore per rimanere nell’ortodossia e non finire in un gulag è palpabile. Le parti più retoriche sull’animo eroico russo, sulla perfezione della macchina sovietica e il ritratto di Stalin come un padre bonario ma fermo vanno chiaramente in questa direzione, e la postfazione ricorda come si siano individuate addirittura undici edizioni. Eppure, il fascino del sogno comunista viene trasmesso e rimane la sensazione di “ma che bello che sarebbe stato se fosse stato vero”.
Ho scoperto solo alla fine che il volume è la prima parte di una dilogia, il cui seguito Vita e destino è descritto dalla postfazione come meno narrativo e più filosofico. E insomma, anche se molti destini dei personaggi sono rimasti appesi alla fine di Stalingrado, non mi è rimasta moltissimo la voglia di affrontare il secondo libro.

Postato il 14/07/2023


Terrore dal mare

di William Langewiesche

Terrore dal mare Adelphi,2002,263 pagine
Ho amato poco questo saggio (forse più una raccolta di reportage giornalistici) sulla navigazione. I temi trattati sono principalmente tre: la situazione anarchica della navigazione commerciale, in cui ogni elemento di sicurezza e trattamento dei lavoratori viene ignorato per perseguire il massimo profitto; il naufragio della nave “Estonia” nel mar Baltico dove son morte 800 persone; la questione dello smantellamento delle navi di tutto il mondo in India, fatto in condizioni tremende per lavoratori ed ambiente. Quello che più mi ha infastidito è il tono rinunciatario con cui l’autore racconta le cose: è tutto un “è così, cosa ci vuoi fare? Ci sarà sempre uno più furbo!”, un enunciare con mollezza tentativi di risolvere problemi suggerendo che non servirà a niente. Nella seconda sezione, poi, pur interessante e approfondita, spesso scivola nella morbosità narrando dei mille modi diversi in cui la gente è morta in quel naufragio. Il libro, inoltre, è del 2004, e in questi quasi vent’anni è probabile che molte cose siano cambiate. Ho la sensazione, ad esempio, che ci siano meno incidenti di petroliere, e che lo smantellamento delle navi non avvenga più in paesi meno controllati (la Costa Concordia è stata smantellata a Genova, per dire). Infine, una nota di biasimo persino per Adelphi, per l’assurdo titolo italiano per un libro il cui titolo originale è “The Outlaw Sea: A World of Freedom, Chaos, and Crime”. Si son fatti prestare un titolista da quelli dei film?

Postato il 20/06/2023


Johnny & Me

di Katrin Rothe (Johnny & Me - Eine Zeitreise mit John Heartfield, 2023)

Johnny & Me Poster

Il riassunto At an exhibition, graphic designer Stefanie is thrilled by the work of John Heartfield, the inventor of political photomontage 100 years ago. While trying to understand his life on the run, she suddenly finds herself in Heartfield’s studio. Imdb

Il commento La storia del cartoonist tedesco Johnny Heartfield e la sua relazione (immaginata) con l’autrice sono il tema di un film misto dal vivo e cut-out. Ho imparato molto su questa figura e le sue relazioni coi nazisti e col partito comunista tedesco (di cui faceva parte) prima e dopo la guerra, ma il film soffre di un’assurda scansione temporale avanti e indietro, non necessaria e disorientante, nonché della scelta dell’autrice di fare il film su di sé oltre che su Heartfield (cioè, chi se ne frega).

Postato il 16/06/2023