Un blog fuori tempo massimo

Racconti di Pietroburgo

di Nikolai Gogol

Racconti di Pietroburgo Adelphi,1842,343 pagine
Non ho amato questi racconti di Gogol, anche se stento a trovarne la motivazione, perché ripensandoci, trovo molti pregi oltre che difetti. Quello che mi è piaciuto è lo spirito a metà tra il surreale, il gotico e l’esistenziale che permea i racconti, spesso con elementi sovrannaturali ma anche focalizzati sulla piccola borghesia impiegatizia russa dell'800. “Il mantello”, forse il mio preferito, mette perfettamente insieme i due temi, partendo da situazioni fantozziane per arrivare a una storia di fantasmi. Altro grande merito è aver trasmesso ottimamente lo spirito di una città in un periodo. La Pietroburgo ottocentesca di Gogol è vivissima e tridimensionale. Non sono tuttavia racconti particolarmente originali. Un racconto su un ritratto maledetto, sul diario di un pazzo o su un gentiluomo che fa da stalker a una signorina non sono proprio cose mai sentite.
Probabilmente però quello che più mi ha turbato è lo stile di scrittura, faticoso, involuto, a tratti ridondante e con la sintassi talvolta addirittura zoppicante. Davo la colpa al traduttore Tommaso Landolfi, ma egli stesso nella prefazione rileva gli stessi difetti ma dice che ha voluto riportare lo stile così come l’ha trovato. Il risultato, comunque, è una lettura faticosa e poco piacevole, priva del piacere della letteratura.

Postato il 21/12/2022


L'Argent

di Robert Bresson (L'Argent, 1983)

L'Argent Poster

Il riassunto A forged 500-franc note is passed from person to person and shop to shop, until it falls into the hands of a genuine innocent who doesn’t see it for what it is—which will have devastating consequences on his life. Imdb

Il commento Tratto da un racconto di Tolstoj che purtroppo non ho letto, il film è un apologo morale che parte da una banconota falsa spacciata come marachella da due ragazzi, cosa che porta a un ingigantirsi delle conseguenze fino all’estremo. Moralmente funziona pochino, perché i semi del male erano già gettati, eccome, prima dell’evento incriminato, e soprattutto verso il finale ci sono alcuni passaggi piuttosto incomprensibili (in particolare il finale nella casa di campagna), cosa che compromette una storia che fino ad allora era ottimamente congegnata. Il film è formalmente freddissimo, privo di musica extradiegetica, quasi un Dogma ante-litteram, ma di un rigore apprezzabile: alcune scene si prolungano, ma senza disturbare. Infine, mi è piaciuta la Parigi grigia, fredda, totalmente priva del fascino che di solito le è attribuito.

Postato il 14/11/2022


Disperazione

di Vladimir Nabokov

Disperazione Adelphi,1934,226 pagine
Difficile non paragonare “Disperazione” di Nabokov al suo più celebre “Lolita”: entrambi raccontano in uno stile riconoscibile il racconto in prima persona delle imprese di un uomo abietto e immorale. Eppure, Lolita colpisce per la sua originalità nel campo dell’abiezione, per il motore dell’amore distorto e, in qualche modo, anche per l’ammirazione per i modi e l’intelligenza del protagonista. Quello che invece caratterizza “Disperazione” è l’illusione del narratore Hermann di avere tutto sotto controllo e di essere padrone non solo del proprio destino, ma anche di quello altrui. Illusione che è tale, come si intuisce anche abbastanza presto, ed è frutto della paranoia di Hermann e del suo essere, alla fin fine, un mediocre.
Tutto questo è un po’ più già visto, ma rimane lo stile aguzzo e raffinato di Nabokov, che in questo campo non ha rivali. Forse, in questo caso, è un po’ troppo compiaciuto, tanto che le digressioni sono molto comuni, con ironici frequenti richiami all’ordine dell’autore stesso.

Postato il 18/08/2022


Aloners

di Hong Sung-eun (혼자 사는 사람들, 2021)

Aloners Poster

Living alone is fine, but being alone is hard.

Il riassunto Jina is the top employee at a credit card company call center. She avoids building close relationships, choosing instead to live and work alone – until she is suddenly tasked with training a new recruit. Imdb

Il commento Un film coreano sulla solitudine in un mondo pregno di telecomunicazioni. Non è il solito predicozzo su “usiamo troppo i cellulari”, ma una riflessione su chi, nonostante tutte le mani tese, sceglie di stare da solo, pur non volendolo, in questo caso la protagonista Jina. Qualche strano inserimento sovrannaturale che però non stona e una rappresentazione della Corea che ogni tanto va al di là delle solite metropoli frenetiche e ipertecnologiche.

Postato il 17/07/2022


Manoscritto trovato a Saragozza

di Jan Potocki

Manoscritto trovato a Saragozza Adelphi,1847,287 pagine
L’introduzione ce la mette tutta a dipanare la storia dietro la scrittura di questo libro, in cui la stesura a tratti sembra intersecare la complessità della cornice. E infatti è abbastanza facile perdersi nelle storie di questa specie di Decamerone, con storie spesso nidificate a più livelli, trame ricorrenti che si applicano a più personaggi, e un gusto di contaminazione con le avventure picaresche, soprattutto nella seconda parte.
Rimane l’indubbio piacere della lettura di queste storie, il gusto del mescolarsi delle culture ebraiche, cristiane e musulmane, ma soprattutto il peso del senso dell’onore, indistinguibile tra quello cavalleresco e quello mafioso. Alla fine, quasi tutti i danni arrivano da giuramenti assurdi da mantenere ad ogni costo.

Postato il 02/03/2022


Le vite degli altri

di Florian Henckel von Donnersmarck (Das Leben der Anderen, 2006)

Le vite degli altri Poster

Before the Fall of the Berlin Wall, East Germany’s Secret Police Listened to Your Secrets.

Il riassunto In 1984 East Berlin, dedicated Stasi officer Gerd Wiesler begins spying on a famous playwright and his actress-lover Christa-Maria. Wiesler becomes unexpectedly sympathetic to the couple, and faces conflicting loyalties when his superior takes a liking to Christa-Maria. Imdb

Il commento Ricordavo questo film come migliore di come l’ho trovato adesso, forse in virtù di qualche forzatura di sceneggiatura e attori non sempre all’altezza, però il modo in cui si legge il tormento e il cambiamento del protagonista è un manuale di “show don’t tell”, è tutto nei piccoli gesti, negli sguardi, nelle sue azioni più coraggiose. Una meraviglia la fotografia, la Germania Est è al suo top (si fa per dire). Non è un film perfetto, ma è sicuramente un film potente.

Postato il 30/01/2022


L'odio

di Mathieu Kassovitz (La Haine, 1995)

L'odio Poster

How far you fall doesn’t matter, it’s how you land…

Il riassunto After a chaotic night of rioting in a marginal suburb of Paris, three young friends, Vinz, Hubert and Saïd, wander around unoccupied waiting for news about the state of health of a mutual friend who has been seriously injured when confronting the police. Imdb

Il commento Parte sommesso, L’Odio, come un film neorealista con uno sguardo freddo sui protagonisti, ma durante questa lunghissima giornata di tre ragazzotti mezzi delinquenti della banlieu le cose cambiano. Si inizia a capire come pensano, come reagiscono al mondo, e se la loro aggressività continua a risultare disturbante, a un certo punto è meno incomprensibile, fino al potentissimo finale che rende il film davvero memorabile. Rimane anche in mente la surreale scena col nano cagatore e l’aneddoto sul treno in Siberia: una storia che riassume più lo spirito del film della storiella dei 50 piani. Kassovitz gira benissimo.

Postato il 18/01/2022


Spontaneous

di Brian Duffield (Spontaneous, 2020)

Spontaneous Poster

An explosive love story.

Il riassunto When students in their high school begin inexplicably exploding (literally), seniors Mara and Dylan struggle to survive in a world where each moment may be their last. Imdb

Il commento Film strano: commedia nerissima per i primi due terzi su un’epidemia di esplosioni tra i ragazzi di una scuola, diventa poi un pesante trattato sull’elaborazione del lutto e sul senso della vita. Anche la prima parte, in qualche modo, si pone come metaforone di chi rimane indietro nella società e ci sono i semi di una sorta di morale, ma quella mezz’ora finale è comunque fuori posto.

Postato il 07/01/2022


Fantozzi

di Paolo Villaggio

Fantozzi Rizzoli,1971,184 pagine
Il limite di Fantozzi è la sua popolarità e sovraesposizione: tornando all’origine, ai raccontini scritti da Villaggio e pubblicati in rivista, si ha la sensazione che sia sempre la stessa roba già stravista, perdendo di vista quanto era rivoluzionaria, feroce e intelligente questa satira. E probabilmente è preziosissimo l’apparato di Stefano Bartezzaghi che, più che nell’introduzione non molto ispirata, fa un gran lavoro di analisi del linguaggio di Fantozzi e riscopriamo quanto sia entrato nel quotidiano. A parte questo, i racconti di Fantozzi si distinguono dai film per una vena surreale più marcata e che secondo me è stata ripresa da Benni, per la curiosa presenza di Fracchia che occupa il ruolo che ha Filini nei film (Filini è appena una comparsa) e nel complesso sono ancora più feroci. E tutto sommato, per quanto le gag siano stranote, si finisce sempre per ridere.
Nota:Villaggio non sa decidere se usare il presente o il passato, e a volte finisce per mescolarli nello stesso racconto.

Postato il 01/09/2021


L'Italia spensierata

di Francesco Piccolo

L'Italia spensierata Laterza,2007,190 pagine
Curioso trattatello in cui l’autore, che non conosco ma che ha evidentemente un profilo da intellettuale, si cimenta con luoghi ed eventi “popolari”: è tra il pubblico di Domenica In, visita un autogrill durante un esodo estivo, vede un cinepanettone il 26 dicembre e va a Mirabilandia. Ne viene fuori una sorta collezione post di blog extra-large. Il tono è inevitabilmente ironico, ma ho apprezzato l’atteggiamento, sinceramente con volontà curiosa di capire e imparare, e senza la pretesa superiorità che potrebbe sfoggiare una persona con la sua cultura.

Postato il 05/07/2021