Un blog fuori tempo massimo

Holy Spider

di Ali Abbasi (عنکبوت مقدس, 2022)

Holy Spider Poster

Il riassunto A journalist descends into the dark underbelly of the Iranian holy city of Mashhad as she investigates the serial killings of sex workers by the so called “Spider Killer”, who believes he is cleansing the streets of sinners. Imdb

Il commento Un thriller iraniano su un serial killer di prostitute è già uno spunto interessante, ma quando poi è girato così bene e ha dei risvolti sulla condizione della donna e sulla viscidità del potere, in tutte le sue forme (militare, politico, religioso, giudiziario) è davvero un gioiello. Mi ha colpito, in generale, l’atmosfera cupa, polverosa e una sorta di densità vischiosa che trasmette.

Postato il 17/02/2023


Babylon

di Damien Chazelle (Babylon, 2022)

Babylon Poster

Always make a scene.

Il riassunto A tale of outsized ambition and outrageous excess, tracing the rise and fall of multiple characters in an era of unbridled decadence and depravity during Hollywood’s transition from silent films to sound films in the late 1920s. Imdb

Il commento Il miglior film di Chazelle.
Chiariamoci, è un film con un sacco di errori evidenti: un finale pacchianissimo, diverse storie che non vanno da nessuna parte, altre di cui non si capisce il senso, fatica a intrecciare le storie dei personaggi principali, una certa melodrammaticità plasticosa a tratti. Ma è un film gigantesco, e giganteschi devono essere i suoi errori. Ho avuto la sensazione che un film asciutto e perfettino, come sono quelli che di solito prediligo, non avrebbe avuto lo stesso effetto. E’ la forma che si adatta al contenuto, diciamo. Le tre ore passano facilmente, ma le grosse cartucce vengono sparate nella prima ora: la festa orgiastica dove succede di tutto, e la scena delle riprese di film multipli sono dei pezzi di bravura registica da lasciare a bocca aperta. Il film poi è poi più dimesso, ma procede con un ritmo incalzante e una densità visiva e di contenuti inaspettata fino alla fine.
Cito una piccola finezza che ho adorato: all’inizio del film, il personaggio di Brad Pitt, un famoso attore, incontra una cameriera che gli mette in faccia il seno mentre lo serve, per farsi notare. Parlano brevemente e si vede che lui ne è colpito. Poco dopo, sta per parlare di lei a un produttore, quand’ecco che viene distratto da qualcos’altro e il discorso si spegne. Mi sarei aspettato di rivedere quella ragazza da qualche parte (una variante della pistola di Cechov, diciamo), ma no: lei ha perso la sua occasione perché il caso ha voluto altrimenti. Il Caos e la sua potenza sono uno dei temi dominanti del film.

Postato il 01/02/2023


Rocky IV

di Sylvester Stallone (Rocky IV, 1985)

Rocky IV Poster

He’s facing the ultimate challenge. And fighting for his life.

Il riassunto Rocky Balboa holds the world heavyweight championship, but a new challenger has stepped forward: Drago, a six-foot-four, 261-pound fighter who has the backing of the Soviet Union. This time, Rocky’s training regimen takes him to Siberia, where he prepares for a globally televised match in the heart of Moscow. But nothing can truly prepare him for what he’s about to face – a fight to the finish, in which he must defend not only himself, but also the honor of his country! Imdb

Il commento Uno dei caposaldi della propaganda reganiana degli anni ‘80, non l’avevo più rivisto da quella visione al cinema nel 1985/86. Fatta la tara al discorso propagandistico, a me ha colpito l’esilità del film, che vive di quattro/cinque momenti raccordati, e una tecnofobia che si sviluppa non solo negli allenamenti di Drago contro quelli nella neve di Rocky, ma anche nella sottotrama “comica” del robot servitore (apriamo una parentesi sul fatto che in quattro film non hanno ancora trovato un senso al personaggio di Paulie) e che in qualche modo rientra in una politica conservatrice, e che comunque è la cosa più invecchiata in un film che per il resto ha un valore storico. L’esilità del film si vede anche dai diversi momenti musicali, mentre il training montage ha il valore di essere incrociato con quello di Drago, ma è meno esaltante. Nota di demerito per l’adattamento italiano con “Ti spiezzo in due” al posto del molto più significativo “I must break you”.

Postato il 08/01/2023


Rocky III

di Sylvester Stallone (Rocky III, 1982)

Rocky III Poster

The greatest challenge.

Il riassunto Following Rocky Balboa’s intense battle with his most powerful adversary yet – the ferocious Clubber Lang – Rocky joins forces with former rival Apollo Creed in an effort to get back his fighting spirit. Imdb

Il commento Pur essendo un film dalla trama men che minimale (Rocky perde la voglia di combattere, Rocky la ritrova), ho trovato il terzo capitolo di Rocky migliore del secondo. C’è una trama differente, c’è più regia (il montaggio iniziale incrociato tra Rocky e Mr. T è pazzesco, il training montage ancora migliore dei primi due), e il film fila liscio con grande piacevolezza. Philadelphia, che era protagonista nel primo e personaggio secondario nel secondo, qui scompare, ma tutto sommato, in un film differente, non se ne sente la mancanza. La pettinatura di Stallone è tremenda, la marchetta di Hulk Hogan inutile ma tutto sommato divertente.

Postato il 02/01/2023


Rocky II

di Sylvester Stallone (Rocky II, 1979)

Rocky II Poster

Once he fought for a dream. Now he’s fighting for love!

Il riassunto After Rocky goes the distance with champ Apollo Creed, both try to put the fight behind them and move on. Rocky settles down with Adrian but can’t put his life together outside the ring, while Creed seeks a rematch to restore his reputation. Soon enough, the “Master of Disaster” and the “Italian Stallion” are set on a collision course for a climactic battle that is brutal and unforgettable. Imdb

Il commento C’è un abisso tra il primo e il secondo capitolo di Rocky, anche se quest’ultimo ha qualche lato positivo innegabile. Innanzitutto, si perde l’atmosfera della Philadelphia popolare che tanto dava al film: si riscatta parzialmente solo nel training montage (migliore rispetto al primo film); la sceneggiatura è meno precisa (non si capisce, ad esempio, perché Adriana dia il suo benestare al combattimento dopo il coma), e la vittoria di Rocky sembra sbagliata: l’eroe non è un campione, è solo un discreto combattente molto testardo. Il combattimento però ha più spazio e, sebbene molto poco realistico, è assai avvincente. Si ha complessivamente la sensazione di un “more of the same” avendo però già concluso la storia.

Postato il 22/12/2022


Rocky

di John G. Avildsen (Rocky, 1976)

Rocky Poster

His whole life was a million-to-one shot.

Il riassunto Rocky Balboa is a Philadelphia club fighter who seems to be going nowhere. But when a stroke of fate puts him in the ring with a world heavyweight champion, Rocky knows that it’s his one shot at the big time — a once-in-a-lifetime opportunity to go the distance and come out a winner! Imdb

Il commento Rivisto dopo un bel po’ di anni, Rocky non perde il suo smalto. Una storia potentissima di rivalsa tramite il caso (per me è la cosa più affascinante, un potenziale inespresso tirato fuori per un capriccio del destino), ma soprattutto una sceneggiatura pressoché perfetta nel mostrare questo perdente in una Philadelphia vivissima. E il finale, diamine, ma quanto commuove?

Postato il 05/12/2022


Lebanon

di Samuel Maoz (Lebanon, 2009)

Lebanon Poster

Il riassunto During the First Lebanon War in 1982, a lone tank and a paratroopers platoon are dispatched to search a hostile town. Imdb

Il commento Mi piacciono i film ambientati in un unico spazio stretto, è un gimmick tecnico che trovo che dia luogo a situazioni interessanti. Lebanon è ambientato in un carro armato, e la sensazione di claustrofobia e isolamento dall’esterno è ben resa. Il film, per il resto, è altalenante: la prima parte è una pesantissima storia di guerra, realistica e disillusa, ma poi deriva in storie personali sui soldati e una critica dell’apparato dell’esercito meno efficaci, e il film diventa molto meno potente e si trascina verso il finale, forse telefonato però pur sempre efficace.

Postato il 28/11/2022


Us

di Jordan Peele (Us, 2019)

Us Poster

Watch yourself.

Il riassunto Husband and wife Gabe and Adelaide Wilson take their kids to their beach house expecting to unplug and unwind with friends. But as night descends, their serenity turns to tension and chaos when some shocking visitors arrive uninvited. Imdb

Il commento Un po’ di meno, Jordan, un po’ di meno. E’ la sensazione che spesso mi lasciano i film di Peele: girati davvero benissimo, con attori perfettamente in parte, intriganti, ma rimane la sensazione che l’autore ci voglia mettere troppe stratificazioni di significati, simbologie spesso oscure, riferimenti politici più o meno evidenti, qualche shyalaman-twist forse neanche troppo necessario. E alla fine i film sembrano pasticciati: la cosa è più evidente in “Nope”, ma anche in “Us” non scherza.

Postato il 21/11/2022


Amsterdam

di David O. Russell (Amsterdam, 2022)

Amsterdam Poster

Let the love, murder and conspiracy begin.

Il riassunto In the 1930s, three friends—a doctor, a nurse, and an attorney—witness a murder, become suspects themselves and uncover one of the most outrageous plots in American history. Imdb

Il commento Mistery di complotti politici ambientato nell’America della Grande Depressione con un cast stellare (mamma mia Margot Robbie!) e un tono leggero, curiosamente ben riuscito dato il tema. Si sfilaccia nella seconda parte (come al solito, è troppo lungo), ma rimane un discreto film.

Postato il 31/10/2022


Everything Everywhere All at Once

di Dan Kwan, Daniel Scheinert (Everything Everywhere All at Once, 2022)

Everything Everywhere All at Once Poster

The universe is so much bigger than you realize.

Il riassunto An aging Chinese immigrant is swept up in an insane adventure, where she alone can save what’s important to her by connecting with the lives she could have led in other universes. Imdb

Il commento Il film più celebrato dell’anno non mi ha convinto in pieno. Premesso che la quantità di invenzioni visive e le piccole idee sono tantissime, davvero rare in un film, ho detestato la prima parte più marvelosa, a colpi di supercazzole sui multiversi e botte da orbi, ripetendomi a iosa “ma che stronzata”. Meglio la seconda parte; però il passaggio alla morale alla Vonnegut sul potere della gentilezza mi è parsa un po’ forzata e, puramente a istinto, poco sincera: hai celebrato la bellezza di fare a botte fino a poco fa, ora sei poco credibile. Cito come cose migliori l’interpretazione in generale degli attori, in particolare di Jamie Lee Curtis, e l’universo con le dita a wurstel, che partendo da una gag diventa la parte più emotivamente intensa del film.

Postato il 11/10/2022