Un blog fuori tempo massimo

Abbiamo sempre vissuto nel castello

di Shirley Jackson

Abbiamo sempre vissuto nel castello Adelphi,1962,182 pagine
Chissà che genere si potrebbe attribuire questo libro: forse un blando horror? un thriller? una commedia nera? un romanzo psicologico? un trattato sulla condizione femminile? C’è questo e anche di più nelle 170 dense pagine del romanzo di Shirley Jackson: la storia di due ragazze che vivono in una casa isolata, dal punto di vista di una di esse che ha una percezione distorta e un po’ magica della realtà (è qualche forma di malattia mentale) e che ha l’obiettivo di mantenere per sempre uno status quo di idillio familiare. Idillio non è, per tante ragioni, e succederanno avvenimenti anche radicali, ma il titolo suggerisce tutto. Abbiamo sempre vissuto nel castello, e ci vogliamo vivere per sempre.
Shirley Jackson si conferma un’autrice maiuscola.

Postato il 05/07/2022


Le due torri (Il Signore degli Anelli, #2)

di J.R.R. Tolkien

Le due torri (Il Signore degli Anelli, #2) Bompiani,1954,592 pagine
Procede il mio ritorno alla Terra di Mezzo. Con la seconda parte Tolkien prende meglio le misure sin da subito: meno canzoni, più azione, e una gestione temporale che denota una bravura organizzativa non da poco: in particolare il primo libro, quello a Ovest, dalle parti di Isengard, sposta non l’azione da un gruppo di personaggi all’altro ma anche la collocazione temporale, in modo che alcuni piccoli misteri vengano svelati in seguito dall’altro gruppo, a volte andando indietro o a volte avanti nel tempo. E nel secondo libro, secondo me, la cosa migliore di tutte è il rapporto tra Frodo e i suoi due compagni: l’amicizia oggettivamente un po’ omoerotica con Sam (Merry e Pippin sono compagnoni, ma Frodo e Sam vanno al di là dell’amicizia e del rapporto padrone/servitore), ma soprattutto la relazione con Gollum, in particolare alla luce del finale.
Gli anni non intaccano il piacere di leggere questo libro. E’ proprio una goduria.
Lato traduzione, Ottavio Fatica in  questo secondo libro ci dà un po’ dentro con gli arcaismi quando parla Thèoden, e scivola ogni tanto nel cannarsismo nelle descrizioni, scegliendo termini sicuramente precisi, ma molto inconsueti. Ho imparato qualche parola sul vocabolario scartabellandolo durante la lettura.

Postato il 02/07/2022


Yaya & Lennie - The Walking Liberty

di Alessandro Rak (Yaya e Lennie - The Walking Liberty, 2021)

Yaya & Lennie - The Walking Liberty Poster

Il riassunto Immersed in the jungle, among relics of a “forgotten future”, two kids, Yaya and Lennie, meander. The two live freely in their Eden until armed men, who carry with them an “ancient” concept of civilization, force them to leave their territory. It is the beginning of a journey in search of their place in a world that no longer belongs to man. Imdb

Il commento Film postapocalittico con grossi debiti, a proprio espliciti, nei confronti del Conan di Miyazaki. Realizzato in un discreto 3D e con una pessima doppiatrice per la protagonista, è una storia che gioca molto con le citazioni. Non è proprio imprevedibile ma coglie il messaggio di libertà a tutti i costi che si era chiaramente proposto, a partire dal titolo.

Postato il 17/06/2022


Tennis

di John McPhee

Tennis Adelphi,1969,222 pagine
Il pezzo principale del libro, la narrazione un incontro di tennis di fine anni ‘60, è la parte più interessante, sia per quello che racconta sia per la tecnica giornalistica che confronta i due giocatori, inframmezza la cronaca del match con frammenti di interviste ai due e considerazioni sul mondo del tennis. E’ davvero un gioiello, da questo punto di vista. Peccato che non sia tradotto molto bene, e il curatore si occupa anche del secondo pezzo, francamente poco interessante. Si conclude con un altro pezzo di McPhee, sull’erba di Wimbledon, interessante ma meno efficace del primo.

Postato il 04/06/2022


I sette peccati capitali e le sette virtù capitali

di Giorgio Scerbanenco

I sette peccati capitali e le sette virtù capitali Garzanti Libri,2010,252 pagine
Scerbanenco secondo me dà il meglio nei suoi racconti, e più sono neri più è a suo agio. E’ per questa ragione che, in generale, è la prima parte di questo libro, quella su peccati capitali, è quella che funziona meglio. E’ dove l’autore riesce a esplorare le piccolezze e le sordidità degli esseri umani; plauso in particolare al racconto sull’invidia. E però il racconto migliore tra tutti per me è nella seconda parte (ma poi, esistono davvero le “sette virtù capitali”?), quello relativo alla speranza, che segue una storia d’amore irrisolta per una vita.

Postato il 29/05/2022


Anna Karenina

di Leo Tolstoy

Anna Karenina Vintage,1878,964 pagine
“Anna Karenina” non è esente da difetti. Ci sono alcune parti di scarso interesse per il lettore moderno, a volte anche piuttosto lunghe: in particolare quelle relative alle gestione dei latifondi o l’amministrazione della Russia zarista. Si tratta di temi che erano a cuore per Tolstoj, ma che non sono sopravvissuti al secolo e mezzo da allora. E poi, anche se lo sguardo dell’autore è di pietà e non di condanna, tutta la storia di Anna come peccatrice e “donna perduta” agli occhi odierni appare eccessiva.
Ma pazienza. Anna Karenina, nonostante il titolo pensi si focalizzi su una persona, è un romanzo corale in cui Tolstoj dimostra una vertiginosa abilità nel mettersi nella testa dei suoi personaggi, a volte anche nello stesso capitolo: è una tecnica che i corsi di scrittura dicono di evitare a tutti i costi, “a meno di non essere estremamente bravi”. Ecco, Tolstoj lo è. E questi personaggi, anche grazie all’introspezione, sono costruiti proprio bene. Ognuno avrà il suo preferito, il mio è il crapulone Stepan Arkadič, quasi una spalla comica ma motore di molta azione, a partire dal celeberrimo incipit.
E oltre i personaggi, la quantità di scene memorabili: cito solo, tra le mie preferite, la proposta fallita di Levin a Kitty; quella invece riuscita (la celebre scena con le iniziali delle parole) e la successiva notte d’euforia di Levin; la morte di Nikolah, fratello di Levin; il flusso di coscienza di Anna prima della sua uscita di scena; la fallita dichiarazione dell’altro fratello di Levin; la corsa di cavalli di Vronskij.

Postato il 28/05/2022


L'ultimo uomo sulla Terra

di Ubaldo Ragona, Sidney Salkow, Carlo Grandone, Rita Agostini (The Last Man on Earth, 1964)

L'ultimo uomo sulla Terra Poster

Do you dare imagine what it would be like to be…The last man on earth…Or the last woman.

Il riassunto When a disease turns all of humanity into the living dead, the last man on earth becomes a reluctant vampire hunter. Imdb

Il commento Il confronto col pessimo film con Will Smith è impietoso, ma tutto sommato “L’ultimo uomo sulla Terra” è una discreta messa in scena del romanzo di Matheson “Io sono Leggenda”, anche se i vampiri sono molto poco vampirosi e spesso si vede che è girato con due soldi. Però l’atmosfera del racconto della pandemia è molto inquietante, e anche la disperazione dell’uomo. Si perde, però, in un finale affrettato (dopo un lungo e inutile inseguimento) che manca il significato più profondo del libro. Peccato.

Postato il 24/04/2022


Il filo avvelenato

di Laura Purcell

Il filo avvelenato Mondadori,2018,420 pagine
Trascurando l’inevitabile comica a cui non resisto di dire ad alta voce “Purcell” imitando Abantantuomo ogni volta che scorgo la copertina del libro, questo libro gotico/thriller di Laura Purcell non è male. Avevo già letto dell’autrice “Gli amici silenziosi”, che era più smaccatamente horror (uno dei pochi libri che mi abbia effettivamente provocato qualche brividino): in questo caso si spinge di più sull’ambientazione vittoriana urbana, sul contrasto tra le classi sociali, in una storia dal sapore dickensiano.
Dorothy è una dama dell’alta società che si occupa di opere di carità, tra cui soprattutto la visita alle carcerate, ed è anche un’appassionata di frenologia. Ruth è una ex-sarta carcerata, che racconta la sua storia disgraziata a Dorothy. Il libro alterna capitoli dal punto di vista di Ruth con quelli dal punto di vista di Dorothy, uno stratagemma abbastanza comune ultimamente; il problema è che se la storia di Ruth, tra disgrazie, omicidi, sevizie, è appassionante, quella di Dorothy è invece piatta e noiosetta, coi suoi problemi di dama che sembrano davvero scemenzuole e la sua passione per la frenologia che è ridicola e poco ha a che fare col resto della trama. La storia di Dorothy acquista un suo senso solo negli ultimi capitoli, e la mia sensazione è che doveva essere una cornice poi espansa per “inciccire” la paginazione del libro. Questo è il peccato più grosso di un romanzo che si legge con piacere, che racconta disgrazie senza morbosità ma con empatia e con una discreta documentazione storica e che ha un paio di twist verso la fine che non avevo proprio previsto.

Postato il 28/03/2022


Victoria

di Sebastian Schipper (Victoria, 2015)

Victoria Poster

One City. One Night. One Take.

Il riassunto A young Spanish woman who has newly moved to Berlin finds her flirtation with a local guy turn potentially deadly as their night out with his friends reveals a dangerous secret. Imdb

Il commento Film del genere “unico piano sequenza”, oltre alla prova tecnica ottimamente riuscita (il cameraman giustamente è accreditato per primo nei titoli di coda, prima del regista) cerca di trasmettere l’atmosfera di Berlino e delle sue notti. La cosa riesce per due terzi del film, poi quando il film vira verso il crime movie diventa molto poco credibile e rimane un po’ l’amaro in bocca. E’ pur vero che serviva del dramma, del conflitto, ma non mi è parsa la scelta migliore, a livello di soggetto. Film comunque apprezzabile e da vedere.

Postato il 20/03/2022


tick, tick... BOOM!

di Lin-Manuel Miranda (tick, tick... BOOM!, 2021)

tick, tick... BOOM! Poster

How much time do we have to do something great?

Il riassunto On the brink of turning 30, a promising theater composer navigates love, friendship and the pressure to create something great before time runs out. Imdb

Il commento Visione piacevolmente inaspettata, questo film tratto da un musical sulla vita di un giovane scrittore di musical ha un gran ritmo, attori bene in parte (su tutti il protagonista), un bel feeling sulla New York del 1990 e, cosa rarissima per i musical, complessivamente mi son piaciute anche le canzoni. Che sorpresa!

Postato il 18/03/2022