Un blog fuori tempo massimo

Una storia tra due città

di Charles Dickens

Una storia tra due città Frassinelli,1859,561 pagine
Di difetti questo libro ne ha eccome: la storia ci mette tanto, troppo a decollare; ci sono moltissime descrizioni a volte pesanti, quasi tutti i personaggi sono ritratti appena schizzati (diceva bene quello che affermava che i personaggi di Dickens li immagini sempre a ripetere la stessa scena ), con l’eccezione del personaggio di Carton che è più approfondito; la trama alla fin fine è esilina. Eppure, complice l’innegabile fascino della Rivoluzione Francese, la storia funziona benissimo e quando parte si trepida come non mai per i protagonisti; è un ritratto molto vivido  e ben documentato della Francia e dell’Inghilterra del 700; alla fin fine le dannate descrizioni di Dickens sono affascinanti; e soprattutto ha uno dei finali più potenti che abbia mai letto.  Solo per questo e per il tormentato personaggio di Carlton, A tale of two cities merita un posto importante nella storia della letteratura..

Postato il 13/08/2022


Amanti e regine

di Benedetta Craveri

Amanti e regine Adelphi,2005,431 pagine
Dalla descrizione mi aspettavo un libro che parlasse del potere femminile, esplicito o occulto, nella Storia ad ampio raggio. Il tema è in effetti quello, ma limitato a tre secoli della monarchia francese: si parla infatti delle regine e delle amanti dei re da Caterina de’ Medici (inizio ‘500) fino a Maria Antonietta. Il libro è colto e documentatissimo, e si mette correttamente in luce come, anche in epoca in cui il patriarcato non era nemmeno messo in discussione, le donne riuscivano a trovare un modo per esercitare il potere: qualcuna attraverso reggenze esplicite, qualcuna intervenendo in politica, qualcun’altra divertendo il re, a letto o fuori. Dopo un po’, sinceramente, tutte queste figure femminili tendono a confondersi, con qualche notevole eccezione quali Madame Pompadour e Madame Du Barry. Forse un libro meno focalizzato e che analizzasse con ottica simile altre figure importanti in altri periodi storici e altri luoghi sarebbe stato più interessante.

Postato il 26/01/2022


Non dire niente. Un caso di omicidio e tradimento nell'Irlanda del Nord

di Patrick Radden Keefe

Non dire niente. Un caso di omicidio e tradimento nell'Irlanda del Nord Mondadori,2018,528 pagine
L’autore mette subito in chiaro la sua intenzione: tracciare una storia dei conflitti in Irlanda del Nord dal 1969 a oggi attraverso il prisma di un particolare evento, cioè il rapimento e successiva sparizione di una sospetta informatrice. La cosa funziona fino a un certo punto, perché a volte l’approccio appare pretestuoso: per oltre metà del libro questo argomento viene a malapena sfiorato, e nella seconda parte ci si accanisce sopra perdendo a tratti di vista il complesso della storia. C’è anche un colpo di scena finale che lascia un po’ perplessi. Avrei anche aggiunto un quadro storico più completo per la parte precedente l’inizio della narrazione.
Ciononostante, la storia è davvero appassionante, e i personaggi principali che hanno fatto la storia dell’IRA negli ultimi cinquant’anni sono descritti veramente bene nel loro essere a metà tra eroi, soldati e farabutti, così come l’atmosfera in Irlanda del Nord ai tempi dei “troubles”. Una lettura istruttiva.

Postato il 24/12/2021


Queste verità. Una storia degli Stati Uniti d'America

di Jill Lepore

Queste verità. Una storia degli Stati Uniti d'America Rizzoli,2018,976 pagine
Monumentale storia degli Stati Uniti d’America (1000 pagine con le note), sceglie un approccio leggermente differente dai comuni libri di storia: trascura pressoché totalmente la storia militare, sorvola senza approfondire sulla storia del costume, e si concentra sulla storia politica, sulle idee, i movimenti, le persone che hanno costituito la storia degli Stati Uniti, dando particolare enfasi agli aspetti di emancipazione razziale e di genere. Questo approccio rende la lettura potenzialmente molto interessante, ma non l’ho trovato scritto molto bene. La scrittura è faticosa, e Lepore spesso si perde nei dettagli (uh, quanti dettagli!) e i punti veramente importanti a volte sono sepolti in mezzo a informazioni secondarie.
In generale, fino al ‘900 l’analisi mi è sembrata lucida e puntuale, l’ultimo secolo e rotti invece mi è parsa troppo cauta, troppo timorosa di esprimere un giudizio, con un’eccezione: le invettive contro i principali responsabili, a parere di Lepore, delle disgrazie americane: i sondaggi e i computer (questi ultimi già dagli anni ‘40!). E tutto questo dopo aver indicato a chiare lettere come lo schiavismo prima, poi il segregazionismo e infine il razzismo siano stati endemici non solo nella società, ma anche nella struttura della nazione.

Postato il 07/10/2021


Koh-i-Nur. La storia del diamante più famigerato del mondo

di William Dalrymple

Koh-i-Nur. La storia del diamante più famigerato del mondo Adelphi edizioni,2016,253 pagine
Alla fine il Koh-i-Nur è un grosso McGuffin per parlare di una pagina di storia poco nota dalle nostre parti, cioè l’India dal ‘600 all ‘800 e i suoi rapporti con l’Inghilterra vittoriana. Ne risulta una storia piuttosto confusa nella prima parte, che vomita al lettore una serie infinita di nomi che compaiono e scompaiono nel giro di due pagine, e solo con la parte di Rajih Singh inizia a essere più solida e scorrevole. Tutto sommato mi aspettavo un po’ di più.

Postato il 24/05/2021