Un blog fuori tempo massimo

La mossa del matto. L'Iliade di Bobby Fischer

di Alessandro Barbaglia

La mossa del matto. L'Iliade di Bobby Fischer Mondadori,2022,187 pagine
La popolarità della finale mondiale degli scacchi del 1972 tra Bobby Fischer e Boris Spassky è stata tale che probabilmente sono stati scritti numerosi libri su di essa, e poi anche nello specifico sul Fischer che era un personaggio incredibile, il classico genio pazzo. Alessandro Barbaglia cerca di dare una chiave di lettura diversa. Come prima cosa, ne parla a oltre 50 anni di distanza, quando il ricordo di quella serie di partite è stata dimenticata dal grande pubblico, restituendo quindi l’eccezionalità dell’argomento. Ma soprattutto, tenta un approccio per analogia e similitudini, innestando su Fischer il personaggio di Achille dell’Iliade, e su Spassky quello di Odisseo. E non solo: usando come spunto una conversazione di suo padre psicologo coi suoi colleghi, captata quando era piccolo, costruisce anche un parallelo con la propria storia e quella di suo padre, morto giovane.
Appare evidente che è un programma molto ambizioso, e infatti il giochino funziona fino a un certo punto. I paragoni omerici sono ottimi nel definire i personaggi, un po’ meno quando ci si appoggia a episodi dell’Iliade specifici, mentre la storia personale, per quanto tenera, risulta proprio slegata. Il nucleo della narrazione, comunque, il tratteggiamento dei due personaggi e la cronaca di quelle partite in Islanda in piena Guerra Fredda, è molto appassionante e ben documentato. Ecco, forse troppo: ci sono alcune scene che lasciano il dubbio che l’autore abbia fatto volare troppo la fantasia. Ad esempio, la descrizione di Fischer solo nella sua stanza d’albergo, nella vasca da bagno vuota a bere latte, ha delle fonti? È vero che CIA e KGB erano onnipresenti durante quei giorni ma…davvero?

Postato il 07/11/2025


Dungeon Crawler Carl

di Matt Dinniman

Dungeon Crawler Carl Mercurio,2020,506 pagine
Le premesse paiono intriganti ma forse un po’ già viste: un uomo come tanti catapultato in un dungeon in stile D&D è un genere anime specifico (isekai), e l’arrivo degli alieni sulla Terra (responsabili del dungeon) sembra una citazione dalla Guida Galattica. Ma Dungeon Crawler Carl stupisce: alle avventure di Carl e la sua gatta Princess Donut affianca un world building stratificato e molto complesso, intersecando dinamiche da gioco di ruolo, da reality show, da intrighi politici, storie personali e tanta, tanta cazzonaggine. Perché è vero che siamo incuriositi nello scoprire i mille misteri che ci sono intorno al dungeon e i suoi padroni, e vogliamo sapere i ruoli di numerosi personaggi secondari che non ce la contano mica giusta, ma accanto a tutto questo ci sono mille avventure ben scritte, col giusto piglio ironico, strizzando l’occhio al giocatore di ruolo ma senza appesantire troppo la narrazione. Non sono sicuro che reggerà tutti i mille volumi di cui è composto, ma per ora Dungeon Crawler Carl è proprio uno spasso.

Postato il 02/11/2025


Gotico salentino

di Marina Pierri

Gotico salentino EINAUDI,280 pagine
Marina Pierri costruisce un libro che di base è un horror gotico, come suggerisce il titolo, ma che si presta a numerose stratificazioni. Iniziamo dalla trama di base: la protagonista Filomena è una pugliese emigrata a Milano, ed eredita il casolare di famiglia. Lo vuole trasformare in un B&B ma si scoprirà che è infestato da un fantasma (tut-tut! “fantasima”, ci insegna il libro, è femminile!) di una suora (tua), che Filomena aveva già visto da piccola. Lei è infatti una medium, e questo suo potere porta a svolte più curiose della trama.
Intorno al nucleo di una ghost story, peraltro ben fatta e che dà anche qualche brividino qua e là, l’autrice parla delle sue passioni, soprattutto per Mary Shelley e Shirley Jackson, passione che diviene più che concreta nello svolgimento della storia. Ma non solo: ci sono figure di contorno deliziose, a metà tra il moderno (l’amica gender fluid, l’amico che sembra negare ogni sterotipo del maschio meridionale) e il tradizionale (un sacco di figure tipiche dei paesini meridionali). È in grande evidenza anche un Salento diverso dal solito. Il mare è lontano, qui ci sono acquitrini, superstizione, natura ostile, gente che si arrangia. E infine si parla anche della generazione millenial che non riesce a trovare la propria quadra, che è costretta a inventarsi lavori più o meno improbabili e che non sa dove ancorarsi.
La lingua con cui è scritto merita anche un cenno: a tratti barocca, ridondante, faticosa, a tratti con la ricerca del termine desueto ad effetto, all’inizio mi aveva indisposto. Eppure, è capace di variare di molto i registri, in corrispondenza delle variazioni di tono che sono numerose, diventando più colloquiale nelle diverse parti di commedia romantica (sì, c’è una sottotrama rosa! Anzi, due!), giocoso in quelle più umoristiche e inserendo numerose parti in dialetto, e anche l’occasionale citazione pop (poche, tranquilli, e perfettamente naturali nel contesto).
Il libro non è privo di difetti, c’è qualche pezzetto di trama che non torna in pieno, qualche elemento forzato, forse il discorso sui millenial non è proprio centrato, però devo proprio dire che mi son divertito da matti con Gotico salentino.

Postato il 25/10/2025


Pensare/Classificare

di Georges Perec

Pensare/Classificare Quodlibet,176 pagine
“Vita: istruzioni per l’uso” è uno dei miei libri preferiti (se non IL preferito), e mi son chiesto perché non ho mai letto altro di Perec, quindi, andando un po’ a caso, ho letto questa raccolta di articoli. Come suggerisce il titolo, si parla molto di classificazioni ed elenchi (che è uno degli elementi chiave del romanzo citato sopra), con riflessioni a margine, e spesso si sconfina in esperimenti in stile Oulipo, qualcuno esilarante (le ricette combinatorie) e qualcuno che mi è rimasto più oscuro (l’indice di un libro di storia).
Nel complesso, è un libro che chiarisce il modo di pensare e di lavorare di Perec e presenta molti punti di interesse, ma non è sicuramente il miglior punto di partenza per conoscere l’autore.

Postato il 15/10/2025


Cleopatra e Frankenstein

di Coco Mellors

Cleopatra e Frankenstein Einaudi,2022,488 pagine
Trovo che uno dei luoghi comuni della narrativa e del cinema moderni sia la rappresentazione dei newyorkesi come gente insopportabile, piena di sè, cinica, dedita alle sostanze e schiava delle mode del momento. Cleopatra e Frankenstein conferma questa tendenza: la storia d’amore tra Cloe e Frank, artista e pubblicitario (ancora pubblicitari? E basta!) è un vortice di autodistruzione, gente ricca o che vive da ricca senza poterselo permettere, droghe, sesso occasionale, alcool, amicizie tradite. Il tono, tuttavia, non è tragico e nemmeno drammatico: è più tra il leggereo e l’inevitabile. I due sono il fulcro della narrazione, ma più capitoli sono dedicati a personaggi che ruotano intorno alla coppia, costruendo una sorta di romanzo corale.
E però, in tutto questo, ci sono alcuni personaggi tangenti alla compagnia di Cleo&Frank, che hanno tutta l’empatia e l’umanità che manca a quelli, e che fungono quasi da figure salvifiche. Due capitoli in particolare sono scritti in prima persona da uno specifico personaggio, che è quello con cui tutti si identificheranno. “Cleopatra e Frankenstein” è un buon libro, ben scritto e ben strutturato, ma trovo che sia quest’ultima scelta stilistica a dare una prospettiva del tutto diversa a quello che è stato raccontato, e renderlo più memorabile.

Postato il 12/10/2025


Il mistero dell'Erebus

di Michael Palin

Il mistero dell'Erebus Neri Pozza,2018,370 pagine
Superato lo straniamento di leggere un libro di un Monthy Python (sì, è QUEL Michael Palin!) che non ha nulla a che vedere con la sua precedente attività, ci si trova di fronte a una prospettiva delle esplorazioni polari dell'800 interessante, perché non focalizzata su una missione o su un personaggio, ma su una nave. Seguiamo quindi la Erebus dalla sua costruzione, alla sua “infanzia” come nave da guerra nel mediterraneo, finché non inizia le missioni per cui è celebre, insieme alla sua nave gemella Terror (forse più famosa perché ha un nome più immediato e memorabile), prima nell’antartico e poi nel suo ultimo, tragico viaggio, nell’ennesima missione suicida per cercare il Passaggio a Nordovest. E infine, dopo oltre un secolo e mezzo, il suo ritrovamento sui fondali artici.
Il libro è piacevole, ben documentato senza essere mai pedante, ben scritto e con l’autore che solo ogni tanto emerge raccontando piccole esperienze personali, ma senza mai gridare “io! io! IO!” come fanno molti divulgatori. Molto british, diciamo, da questo punto di vista.
Le esplorazioni polari sono un mio pallino, quindi non ho imparato molto di nuovo da questo libro, ma non per questo me lo son goduto di meno. Consigliato.

Postato il 06/10/2025


2034

di Eliot Ackerman

2034 Feltrinelli, 2023
2034 è un romanzo di fantapolitica ambientato, indovina un po’ nell’anno 2034, in cui si immagina una guerra globale. Il libro è venduto come “inquietantemente plausibile”, e su molte cose è vero. Ha senso che i principali attori del conflitto siano USA e Cina, con la Russia a latere che fa azioni di disturbo, c’è l’importanza della cyber war, la perdita di importanza dei partiti americani, c’è il fatto che spesso siano azioni quasi casuali ad avere le ripercussioni più rilevanti. Inoltre il libro è scritto a brevi capitoli serratissimi con continui cambi di scenario e personaggi, e riesce pienamente nel suo dichiarato obiettivo di essere ansiogeno.
Però…alla fine, quando si posa il libro e si riflette un attimo, molte cose non stanno in piedi. I comportamenti dei personaggi ma ancora di più delle entità statali astratte, non sono molto sensati; le coincidenze sono davvero troppe per la pretesa di realismo che c’è. Si ha anche spesso la sensazione che doveva essere un romanzo più lungo e strutturato delle 250 pagine con cui è uscito, e molti passaggi sono affrettati e quasi casuali. Infine, il libro è stato scritto nel 2021, e da alcuni punti di vista è già obsoleto: a testimoniare il fatto che la futurologia è una brutta bestia.

Postato il 18/09/2025


La sabbia non ricorda

di Giorgio Scerbanenco

La sabbia non ricorda Garzanti Libri,1961,277 pagine
Un romanzo di Scerbanenco poco noto che merita di essere riscoperto. Ambientato a Lignano Sabbiadoro nel 1960, quando stava esplodendo il turismo di massa, è un giallo/rosa che verte su un delitto sulla spiaggia, e ritrae una zona che sta abbandonando la sua vocazione agricola per abbracciare quella turistica; parla di emigrazione (diversi personaggi sono siciliani al nordest), sottilmente di mafia, gioca col mito delle tedesche libertine in vacanza, regalando una serie di ritratti efficacissimi, soprattutto le quattro donne e il protagonista, che è un Duca Lamberti in nuce, anche se meno cinico e glaciale. Pur essendo stato pubblicato a puntate su una rivista femminile, è un romanzo anche piuttosto crudo e disincantato, non solo nei dettagli dei delitti ma anche nella visione del mondo ben lontana da un romanzetto rosa. Tuttavia, l’amore c’è, e a tratti è anche commovente.

Postato il 12/09/2025


Il cucchiaino scomparso e altre storie della tavola periodica degli elementi

di Sam Kean

Il cucchiaino scomparso e altre storie della tavola periodica degli elementi Adelphi,2010,409 pagine
Il titolo non mente, questa volta. “Storie dalla tavola periodica degli elementi”: questo è un libro che parla di storie curiose di chimici e fisici, che in qualche modo, a volte in modo proprio e a volte di sponda, hanno a che fare con la tavola periodica. Non lo definirei proprio un libro di divulgazione scientifica, anche se l’autore evidentemente sa di cosa parla e trasmette alcune nozioni elementari, quanto uno di quelli che chiamo i “libri Focus”. Come la rivista, questi libri sono interessanti, insegnano qualcosa, ma si tengono sempre a un livello piuttosto superficiale, non perché non vogliano approfondire ma perché non è il loro scopo. Chi comunque ha ricordi nebulosissimi della chimica fatta al liceo rispolvererà molte cose e ghignerà di fronte alle dispute per dare i nomi agli elementi. Chi vuole andare oltre, cerchi altrove.

Postato il 08/09/2025


Katie

di Michael McDowell

Katie Neri Pozza ,1982,440 pagine
Mentre leggevo questo libro l’aggettivo che avevo in mente continuamente era “dickensiano”, ma in realtà la definizione più vicina a “Katie” è un’altra: Candy Candy con la viulenza.
L’eponima Katie non è la protagonista, che ha il rassicurante nome di Philomena e a cui succedono una quantità di sfighe pazzesche, la maggior parte delle quali (ma non tutte) causate da Katie e dai suoi compari. Il libro, quindi, è intitolato alla cattiva della situazione: una donna poco intelligente ma piuttosto scaltra e dotata di una malvagità abissale, per di più rinforzata da poteri da veggente. Katie ne combina di tutti i colori, e l’autore non risparmia i dettagli più crudi dei tremendi omicidi che compie. Il romanzo è ambientato in un’America post-guerra civile, molto pittoresca e per nulla romanticizzata, e segue in parallelo le sfighe di Philomena e le imprese di Katie, due storie che qua e là si incrociano fino allo scontro finale. Ma, come in Candy Candy, accanto a Iriza Legan c’è anche un Principe della Collina…basterà per il lieto fine?
Io mi son divertito un sacco a leggere Katie, e mi sento di consigliarlo, ma riconosco che ci vuole un po’ di gusto per il melodramma e saper accettare un numero spropositato e irrealistico di disgrazie, cattiverie e coincidenze.

Postato il 29/08/2025