Un blog fuori tempo massimo

2034

di Eliot Ackerman

2034 Feltrinelli, 2023
2034 è un romanzo di fantapolitica ambientato, indovina un po’ nell’anno 2034, in cui si immagina una guerra globale. Il libro è venduto come “inquietantemente plausibile”, e su molte cose è vero. Ha senso che i principali attori del conflitto siano USA e Cina, con la Russia a latere che fa azioni di disturbo, c’è l’importanza della cyber war, la perdita di importanza dei partiti americani, c’è il fatto che spesso siano azioni quasi casuali ad avere le ripercussioni più rilevanti. Inoltre il libro è scritto a brevi capitoli serratissimi con continui cambi di scenario e personaggi, e riesce pienamente nel suo dichiarato obiettivo di essere ansiogeno.
Però…alla fine, quando si posa il libro e si riflette un attimo, molte cose non stanno in piedi. I comportamenti dei personaggi ma ancora di più delle entità statali astratte, non sono molto sensati; le coincidenze sono davvero troppe per la pretesa di realismo che c’è. Si ha anche spesso la sensazione che doveva essere un romanzo più lungo e strutturato delle 250 pagine con cui è uscito, e molti passaggi sono affrettati e quasi casuali. Infine, il libro è stato scritto nel 2021, e da alcuni punti di vista è già obsoleto: a testimoniare il fatto che la futurologia è una brutta bestia.

Postato il 18/09/2025


La sabbia non ricorda

di Giorgio Scerbanenco

La sabbia non ricorda Garzanti Libri,1961,277 pagine
Un romanzo di Scerbanenco poco noto che merita di essere riscoperto. Ambientato a Lignano Sabbiadoro nel 1960, quando stava esplodendo il turismo di massa, è un giallo/rosa che verte su un delitto sulla spiaggia, e ritrae una zona che sta abbandonando la sua vocazione agricola per abbracciare quella turistica; parla di emigrazione (diversi personaggi sono siciliani al nordest), sottilmente di mafia, gioca col mito delle tedesche libertine in vacanza, regalando una serie di ritratti efficacissimi, soprattutto le quattro donne e il protagonista, che è un Duca Lamberti in nuce, anche se meno cinico e glaciale. Pur essendo stato pubblicato a puntate su una rivista femminile, è un romanzo anche piuttosto crudo e disincantato, non solo nei dettagli dei delitti ma anche nella visione del mondo ben lontana da un romanzetto rosa. Tuttavia, l’amore c’è, e a tratti è anche commovente.

Postato il 12/09/2025


Il cucchiaino scomparso e altre storie della tavola periodica degli elementi

di Sam Kean

Il cucchiaino scomparso e altre storie della tavola periodica degli elementi Adelphi,2010,409 pagine
Il titolo non mente, questa volta. “Storie dalla tavola periodica degli elementi”: questo è un libro che parla di storie curiose di chimici e fisici, che in qualche modo, a volte in modo proprio e a volte di sponda, hanno a che fare con la tavola periodica. Non lo definirei proprio un libro di divulgazione scientifica, anche se l’autore evidentemente sa di cosa parla e trasmette alcune nozioni elementari, quanto uno di quelli che chiamo i “libri Focus”. Come la rivista, questi libri sono interessanti, insegnano qualcosa, ma si tengono sempre a un livello piuttosto superficiale, non perché non vogliano approfondire ma perché non è il loro scopo. Chi comunque ha ricordi nebulosissimi della chimica fatta al liceo rispolvererà molte cose e ghignerà di fronte alle dispute per dare i nomi agli elementi. Chi vuole andare oltre, cerchi altrove.

Postato il 08/09/2025


Katie

di Michael McDowell

Katie Neri Pozza ,1982,440 pagine
Mentre leggevo questo libro l’aggettivo che avevo in mente continuamente era “dickensiano”, ma in realtà la definizione più vicina a “Katie” è un’altra: Candy Candy con la viulenza.
L’eponima Katie non è la protagonista, che ha il rassicurante nome di Philomena e a cui succedono una quantità di sfighe pazzesche, la maggior parte delle quali (ma non tutte) causate da Katie e dai suoi compari. Il libro, quindi, è intitolato alla cattiva della situazione: una donna poco intelligente ma piuttosto scaltra e dotata di una malvagità abissale, per di più rinforzata da poteri da veggente. Katie ne combina di tutti i colori, e l’autore non risparmia i dettagli più crudi dei tremendi omicidi che compie. Il romanzo è ambientato in un’America post-guerra civile, molto pittoresca e per nulla romanticizzata, e segue in parallelo le sfighe di Philomena e le imprese di Katie, due storie che qua e là si incrociano fino allo scontro finale. Ma, come in Candy Candy, accanto a Iriza Legan c’è anche un Principe della Collina…basterà per il lieto fine?
Io mi son divertito un sacco a leggere Katie, e mi sento di consigliarlo, ma riconosco che ci vuole un po’ di gusto per il melodramma e saper accettare un numero spropositato e irrealistico di disgrazie, cattiverie e coincidenze.

Postato il 29/08/2025


Le geometrie oltre Euclide : Misurare la terra, descrivere l'universo

di Alberto Saracco

Le geometrie oltre Euclide : Misurare la terra, descrivere l'universo Scienza Express,190 pagine
Forse leggermente ingannevole il titolo, perché il libro parla dei vari tipi di geometria, inclusa quella classica euclidea, a cui si dedica una discreta fetta del libro. Tuttavia, la prospettiva è di dimostrare come si tratta di una geometria in molti casi arbitraria, non solo per il quinto postulato, ma anche per la scelta di permettere solo dimostrazioni costruttive con riga e compasso. In quest’ottica, la parte introduttiva è molto utile per riuscire a comprendere meglio altri tipi di geometrie; inevitabilmente, se si riesce a tenere un tono divulgativo per la geometrica ellittica o iperbolica, quando si parte con quelle più astruse, i collegamenti con l’algebra e l’analisi è difficile andare oltre qualche cenno, poiché si tratta di argomenti piuttosto avanzati. Si parla anche di topologia, ma ho trovato questa parte meno efficace delle altre come spiegazioni.
Decisamente un buon libro di divulgazione matematica.

Postato il 25/08/2025


Obscura. Tutti i racconti

di Edgar Allan Poe

Obscura. Tutti i racconti Mondadori,1845,1032 pagine
Conoscevo i racconti più famosi di Poe, e ho voluto leggere l’opera completa. Giudizio lapidario: non fatelo, accontentatevi di quella dozzina di racconti che tutti conoscono. Se vengono scelti sempre quelli, c’è una ragione.
Dalla lettura di questo titano di oltre 1000 pagine in formato grande emergono diverse considerazioni. Il Poe giovanile eccede nello sfoggio di erudizione, vomitando citazioni e riferimenti senza che aggiungano un granché alle storie. Più in là si cimenta in generi diversi rispetto all’horror: ci sono goffi (diciamo pure “cringe”) tentativi di umorismo e satira, c’è il poliziesco (la Rue Morgue e i suoi seguiti, che hanno avuto un’influenza enorme), c’è l’avventura a volte semi-sovrannaturale, come in Gordon Pym, e a volte proprio realistica. C’è persino qualche cenno di proto-fantascienza. E poi ovviamente c’è il gusto del macabro, dell’abiezione, la mancanza del conforto della morale che guida le azioni e le loro conseguenze, che forse è l’elemento più incisivo dell’autore. E anche lo stile di scrittura barocco, ampolloso, classicheggiante, una volta entrato sotto controllo diventa piacevole.
Però fidatemi di me: se non siete dei filologi, accontentatevi di quella dozzina di racconti. Il mio preferito è “La botte di Amontillado”.

Postato il 23/08/2025


The Halfling's Gem (Forgotten Realms: The Icewind Dale, #3; The Legend of Drizzt, #6)

di R.A. Salvatore

The Halfling's Gem (Forgotten Realms: The Icewind Dale, #3; The Legend of Drizzt, #6) Wizards of the Coast,1990,352 pagine
È un Drizzt.

Postato il 21/08/2025


Intervista col vampiro. Le cronache dei vampiri

di Anne Rice

Intervista col vampiro. Le cronache dei vampiri TEA,1976,364 pagine
Una delle mie lacune dei capisaldi della cultura nerd si è rivelata una grande delusione. Riconosco qualche bella invenzione: l’ambientazione nel sud degli Stati Uniti della prima parte, il passare del tempo su cui si sorvola perché non rilevante per i personaggi, e soprattutto la vampira eterna bambina, ma per il resto è una lagna. Pagine su pagine di personaggi che si parlano addosso, che si struggono senza generare empatie, un sacco di banalità e luoghi comuni (adoro il fatto che in tutte le storie di vampiri - questa non fa eccezione - si prendano in giro alcuni miti sui vampiri come leggende e se ne rispettino rigorosamente altri). Delle tre parti, poi la seconda è completamente inutile ai fini della storia nel suo complesso: forse l’autrice voleva cimentarsi con l’ambientazione est-europea, ma tagliando quella parte la storia non cambia affatto. Ripeto: che lagna!

Postato il 19/08/2025


Una storia semplice

di Leonardo Sciascia

Una storia semplice Adelphi,1989,66 pagine
Sciascia ogni tanto gioca coi gialli, proponendo un delitto apparentemente semplice, ma che semplice non è, e che presenta numerose ramificazioni e conduce anche a un piccolo colpo di scena che, ripensandoci, era chiaro fin dall’inizio. Si tratta di un racconto, dignificato a libro da Adelphi, che a tratti sembra una bozza di un romanzo che è rimasto in nuce; il non detto, il sotteso, il suggerito sono il nucleo della narrazione dell’autore e il suo modo di raccontare la Sicilia. Tuttavia, ci sono alcuni personaggi e alcune situazioni che danno l’impressione di poter essere sviluppati, magari per dare colore aggiuntivo o approfondire alcuni caratteri che rimangono in superficie. Ne rimane una sensazione di un racconto molto potente nella sua sintesi, ma che poteva forse diventare qualcosa di più.

Postato il 09/08/2025


L'ultimo Catone

di Matilde Asensi

L'ultimo Catone Sonzogno,2001,483 pagine
Scrivendo un libro di misteri archeologici con sette segrete millenarie e i segreti della Chiesa Cattolica si possono ottenere diversi livelli di qualità: può essere un gioiello come “Il Pendolo di Focault”, un Indiana Jones, un Martin Mystére (che ne ha viste di tutti i colori) o si può finire dell’abisso di Dan Brown. Ecco, il romanzo di Asensi è più assimilabile a quest’ultimo, e anche se non ne condivide la demenza e la sciatteria, non è certamente un capolavoro. La storia della setta che preserva la Vera Croce e che vive in un Paradiso Terrestre e sottopone a prove i suoi iniziati è del genere del Codice da Vinci (che però precede di un paio d’anni), anche se le prove, che costituiscono gran parte del libro, sono molto più vicine a Indiana Jones (e ad alcuni tipi di videogame). Il libro è molto improbabile, non molto coerente e, a dirla tutta, neanche scritto molto bene, però ha dalla sua il merito di inventarsi un trio di protagonisti originali e molto ben assortito, di conoscere discretamente il Purgatorio di Dante e, tutto sommato, di lasciarti la voglia di vedere come va avanti. Ma non di leggerne il seguito.

Postato il 08/08/2025