Un blog fuori tempo massimo

C'era una volta la DDR

di Anna Funder

C'era una volta la DDR Feltrinelli,2003,250 pagine
Scritto intorno al 2000, quando la DDR e il Muro di Berlino erano ancora una cosa dell’altroieri, l’indagine di Anna Funder sulla Stasi (l’apparato di sorveglianza del partito comunista nella DDR) è duplice: intervista alcune persone che sono state vittime della Stasi e dei suoi metodi, con storie agghiaccianti nella loro fredda crudeltà, ma anche persone che erano parte della Stasi stessa o della propaganda, spesso a livello alto. Se i primi incontri colpiscono per la dignità e l’ostinazione di chi lottava contro quel sistema, i secondi fanno impressione per il fatto che non c’è mai traccia non dico di pentimento, ma di dubbio, di ripensamento su quello che è stato. Non è “ostalgie” (tema che viene trattato qua e là), sono proprio persone che pensavano e pensano tuttora di non aver fatto nulla di male.
L’autrice a volte si intromette nella sua storia con piccole vicende sue e dei suoi rapporti con gli intervistati. Ha senso, perché vuole trasmettere cosa significa vivere a Berlino nel 2000 con l’ombra del muro non ancora svanita, ma a tratti esagera e il suo ego prende sopravvento. Ciò è ancora più evidente nel capitolo finale, scritto vent’anni dopo e in cui si erge anche lei a vittima della Stasi perché ha avuto difficoltà a pubblicare il libro. Può esserci un fondo di verità, ma mi è parso irrispettoso nei confronti delle persone il cui dolore ha conosciuto da vicino.

Postato il 10/02/2025


L'Avversario

di Emmanuel Carrère

L'Avversario Adelphi,169 pagine
Carrère prende una storia di cronaca tragica e assurda (un uomo che è entrato in una spirale di bugie, durata 17 anni, e quando è rimasto senza vie di uscita ha finito per massacrare la famiglia) e cerca di raccontarla con un angolo particolare. Parte del libro è anche la scrittura del libro stesso e i tentativi dell’autore di andare oltre la cronaca del fatto, ma trovo che alla fine la scelta di Carrère sul titolo e il perno sia poco efficace e, a dirla tutta, un po’ posticcia. L’eponimo “Avversario” è Satana, e, prendendo spunto dalla presunta conversione al cristianesimo dell’assassino in carcere, Carrère riflette sul Male, come si nasconde e come opera. Ma se questo funziona a mio parere maluccio, Carrère è sempre bravissimo a narrare i fatti in un modo tutto suo, in cui, pur essendo documentatissimo (ha anche intrattenuto una lunga corrispondenza col protagonista) dà spazio al suo io narratore e sceglie di immaginare alcune scene, cosa può essere successo e cosa possono aver pensato le persone. E qui niente da dire, è bravissimo: in un’epoca di true crime in ogni salsa, il tocco dello scrittore vero si vede, eccome.

Postato il 31/01/2025


Babel. Una storia arcana

di R.F. Kuang

Babel. Una storia arcana Mondadori,2022,600 pagine
Babel è una storia ambientata in un’Inghilterra vittoriana alternativa, in cui esiste una specie di magia che nasce da traduzioni incise su tavolette di argento: dalle sfumature di significato diverse nella traduzione scaturisce un incantesimo. Le premesse sono originali e intriganti, e lo svolgimento le sfrutta adegutamente, utilizzandole per costruire un mondo in cui i traduttori sono una casta potente e in cui l’argento e la relativa tecnologia sono un’arma strategica, politica e militare. Appare anche presto evidente che Kuang costruisce una versione fantasy del nostro mondo con molte delle stesse problematiche: colonialismo, capitalismo, razzismo, ipocrisia della politica, con la differenza che le risorse da cui partire non sono petrolio o terre rare, ma traduttori e argento, il tutto infilato in una storia che è in effetti avvincente e ben scritta (i protagonisti sono dei giovani traduttori che scopriranno pian piano il marcio sotto il loro privilegio) e che affronta anche il problema di come reagire a situazioni simili. Dal lato negativo, l’autrice infila, soprattutto nella prima parte, una serie di lezioncine su quanto fosse razzista e sessista l’Inghilterra vittoriana che diventano presto insopportabili per quanto sono didascaliche, e inoltre il meccanismo del funzionamento degli incantesimi in base alla traduzione è confuso, mal spiegato, incoerente e inconcludente: spesso si richiede una sospensione dell’incredulità eccessiva per un romanzo che vuole costruire un mondo alternativo coerente.

Postato il 26/01/2025


Guida il tuo carro sulle ossa dei morti

di Olga Tokarczuk

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti Nottetempo,2009,360 pagine
Ci son tante piccole cose che colpiscono in questa specie di giallo animalista polacco: una protagonista che non nasconde il fatto di essere una stramba, personaggi di contorno ancora più particolari, un’inedita (almeno dalle nostre parti) ambientazione in una provincia polacca in cui la natura è decisamente matrigna. E soprattutto si può condividere o meno lo spirito animalista del libro, ma sicuramente è impossibile non provare empatia per questa vecchietta appassionata di astrologia che ama le bestie ben più degli esseri umani. Interessante anche il rapporto con Blake (di cui il titolo è una citazione) e, tipograficamente, un uso di maiuscole strano ma che si confà all’io narrante. Va comunque detto che la parte “mistery” è quasi un McGuffin da quanto è irrilevante e prevedibile, e che a tratti fa fatica ad andare avanti.
Nota di biasimo per Bompiani che, nella quarta di copertina, confonde astronomia con astrologia.

Postato il 02/01/2025


Due parole sulla musica: Noi e il lessico musicale

di Marina Toffetti

Due parole sulla musica: Noi e il lessico musicale Carocci Editore,150 pagine
Piccolo saggio musicale che, nelle intenzioni, spiega la grammatica musicale a partire da alcuni termini, dalla loro etimologia e da come questi termini siano intesi nel lessico comune: quindi parole come “tono”, “concerto”, “armonia”. La parte migliore, per me, è quella appunto legata al lessico musicale e ai suoi riverberi extra-musicali. Non riesce, a mio avviso, la parte didattica; l’autrice è una professoressa di teoria musicale all’università, e pur chiarendo nelle premesse che vorrebbe che il libro sia leggibile da qualunque profano, molto spesso si perde facendo salti in avanti usando termini non ancora introdotti, o non spiegandoli, o spiegando superficialmente cose che per lei sono ovvie ma che per il profano non lo sono per niente. Così nemmeno questa volta ho capito cos’è una scala, perché mancano dei tasti neri al pianoforte, cos’è una battuta e così via.

Postato il 01/01/2025


La materia del cosmo

di Liu Cixin

La materia del cosmo Mondadori,2008,527 pagine
Il secondo libro della trilogia dei tre corpi è migliore del primo, e ha diverse cose in comune nei pregi e nei difetti. Innanzitutto, si legge con passione: la trama va in direzioni imprevedibili, anche se, oggettivamente le carte sono sempre in tavole, son solo difficili da scrutare. Secondariamente, Cixin fa un gran lavoro di hard science fiction, costruendo un mondo coerente con gli assunti iniziali. Ed è un libro in cui la cultura cinese dell’autore si vede: se nel primo alcune delle parti migliori erano quelle relative alla Rivoluzione Culturale, nel secondo si commette un errore dettato dalla mentalità dell’autore: senza fare grossi spoiler, il nucleo del libro è l’umanità che si prepara al combattimento contro gli alieni, solo che questo avverrà tra secoli. Nessun governo democratico è in grado di richiedere sacrifici ai propri cittadini per qualcosa che avverrà tra dieci generazioni: è un difetto (una feature?) insita nella democrazia. Ma nei paesi comunisti è già successo che si chiedesse ai cittadini uno sforzo immane senza che i cittadini stessi potessero vederne i frutti: in questo senso secondo me si vede la cinesità di Liu Cixin. Questo è uno degli elementi che, ogni tanto, richiedono uno sforzo di sospensione dell’incredulità piuttosto intenso. Però ce ne si rende conto solo a posteriore: il che è indice di una buona scrittura.

Postato il 19/12/2024


L'anno dell'uragano

di Joe R. Lansdale

L'anno dell'uragano Fanucci,2000,153 pagine
Credo che Lansdale si sia divertito a scrivere questo racconto lungo (romanzo breve?) di Lansdale, soprattutto per il suo evidente tentativo di battere ogni record di uso della N-word, sfruttando l’ambientazione texana del 1900 e parlando di un combattimento di un bianco contro un nero. Ma non solo per questo: c’è una bella ricostruzione di una città marittima andata distrutta dall’eponimo uragano, la descrizione degli abissi di corruzione di un pugile impunito, molte pennellate su personaggi che compaiono per poco ma riescono a rimanere impressi. L’autore non si allontana dalla sua comfort zone, ma c’è davvero tanto mestiere in questa storia, ed avercene di scrittori come lui.

Postato il 05/12/2024


Un giorno come un altro

di Shirley Jackson

Un giorno come un altro Adelphi,1996,277 pagine
Questi racconti di Shirley Jackson sono stati originariamente pubblicati su rivista, e si nota dal fatto che sono uniformi come lunghezza ma complessivamente anche come tema. Quasi tutti vertono su figure femminili in cittadine di provincia americane, e anche se qua e là c’è qualche tocco sovrannaturale, la maggior parte sono storie sottilmente perfide e critiche verso la società americana. Ci sono tante piccole e grandi cattiverie, un sacco di pettegolezzi, soprattutto molte donne inquadrate nel loro ruolo al punto da non vedere a un palmo dal naso. È probabilmente esemplare, da questo punto di vista, l’epilogo autobiografico con la surreale conversazione con la redattrice del giornale locale, che come molte donne nei racconti semplicemente non ascolta chi le parla.
Come è inevitabile, ci sono racconti più o meno riusciti (trovo che Jackson riesca male quando cerca di fare umorismo esplicito, mentre sorprende nei racconti più esplicitamente romantici) ma complessivamente sono un prezioso compendio alle opere più note dell’autrice, mostrano i temi a lei cari con strutture e tono differenti. Ah, e sono anche divertenti da leggere!

Postato il 21/11/2024


Tre uomini in barca

di Jerome K. Jerome

Tre uomini in barca Mondadori,1889,248 pagine
Classicone dell’umorismo che mi mancava, l’ho trovato davvero molto divertente.
È inevitabile il paragone con Mark Twain, che probabilmente scrive meglio ed è più acuto, ma ho trovato che Jerome abbia una leggerezza tutta inglese che a Twain, roboante americano, manca. La cosa è ancora più interessante per il fatto che nelle divagazioni ci sono anche piccole lezioncine storiche e addirittura un episodio drammatico: ma tutto rimane leggero, buffo, surreale. Mio piccolo consiglio: rileggete il riassunto dei capitoli dopo i capitoli stessi. Ci sono delle piccole gag chiare solo dopo la lettura.

Postato il 13/11/2024


Come Sfamare un dittatore

di Witold Szabłowski

Come Sfamare un dittatore Keller,2019,316 pagine
L’autore, un giornalista polacco, intervista i cuochi personali di cinque dittatori in giro per il mondo: Saddam Hussein, Idi Amin, Enver Hoxha, Fidel Castro e Pol Pot. Ciò che rende il libro interessante non è sapere che a Hoxha piacevano i piatti della mamma o che Fidel Castro amava un’insalata di bianchetti, in fondo chi se ne frega, ma l’aspetto obliquo dell’operazione: quei cuochi erano persone che vivevano a contatto con i dittatori, ma non partecipavano alla loro politica o al governo. Erano quindi in una posizione particolare per osservarli o, soprattutto, per esserne influenzati. Ed è questa la grande verità che traspare dal libro: tutte le persone intervistate, senza eccezioni, difendono a spada tratta l’operato dei loro ex-datori di lavori, anche a distanza di decenni e dopo che sono venute fuori le peggiori atrocità da loro commesse, che vengono regolarmente minimizzate in nome di un poco precisato “bene più grande”. E la verità un po’ scomoda è questa: i tiranni sono temuti, ma sono anche amati, e molto spesso sono tali anche in virtù di uno straordinario carisma.

Postato il 04/11/2024