Un blog fuori tempo massimo

Piante che cambiano la mente: Oppio - Caffeina - Mescalina (Italian Edition)

di Michael Pollan

Piante che cambiano la mente: Oppio - Caffeina - Mescalina (Italian Edition) Adelphi,2021,299 pagine
Le tre sezioni del libro non solo parlano di tre droghe diverse (una sedativa, una eccitante, una allucinatoria), ma sono scritte in momenti diversi ed espandono il discorso ben oltre la descrizione della pianta e degli effetti che ha. Questo, secondo me, è il grande merito del libro: parlare della relazione delle droghe con la legalità per l’oppio mediante le disavventure dell’autore con la coltivazione di papaveri negli anni ‘90; descrivere come la società moderna sia profondamente interlacciata con la caffeina, che non è solo una droga diffusa e legale; analizzare le relazioni tra le droghe, le religioni e le usanze dei popoli nativi col peyote (ed è decisamente il capitolo meno riuscito).
Al terzo di libro di Pollan che leggo so che tende a essere ripetitivo ed esprimere più volte lo stesso concetto, e questo non fa eccezione, ma per fortuna qui si è trattenuto e non è mai noioso. A parte questo, il libro è ben documentato e ricco di esperienze personali in cui il protagonista prova la droga in questione (o la sua assenza, per la caffeina) descrivendo gli effetti, oltre ai discorsi estesi citati sopra.
Non si finisce il libro sapendo tutto sulle droghe vegetali, ma si impara comunque molte sulle tre trattate.

Postato il 19/05/2024


L’ultima cosa bella sulla faccia della terra

di Michael Bible

L’ultima cosa bella sulla faccia della terra Adelphi,2020,135 pagine
Il colophon dice che l’autore sembra “essersi già guadagnato un posto fra i grandi narratori del Sud americano”. Ecco, forse è un po’ prematuro. Io trovo che Micheal Bible abbia idee pregevoli, soprattutto a livello di struttura. Alterna sezioni con protagonisti diversi facendo capire solo a un certo punto se e come sono legati ai capitoli precedenti: la cosa funziona nell’ambito di un romanzo breve, in un romanzo più articolato genererebbe troppa confusione. E anche i suoi personaggi sono ben scritti, dolenti e sperduti, e anche se fanno scelte poco condivisibili in qualche modo si riesce a provare empatia. Però, dannazione, questa fissazione degli americani di scrivere romanzi che raccontino l’America per me è un grande limite: sembrano sempre ombelicali, provinciali, paradossalmente limitati nel loro cercare di narrare qualcosa di più grande.

Postato il 09/05/2024


Seidmadur. Lo sciamano

di Maddalena Marcarini

Seidmadur. Lo sciamano Agenzia Alcatraz,252 pagine
Maddalena Marcarini conosce molto bene le tradizioni sciamaniche precristiane dell’Islanda e della Groenlandia, questo è fuori di dubbio, e ci tiene a dimostrarlo nel suo libro. Seidmadur è scritto abbastanza bene, e mi è piaciuta molto la rappresentazione dell’Islanda come una terra ingrata, fredda, con un cielo perennemente basso e nuvoloso, ben lontana dalla raffigurazione idilliaca ad uso turistico che è di moda ora. Però il libro è un susseguirsi di visioni oniriche (o sciamaniche, appunto), che abbastanza presto stancano e rendono la narrazione molto frammentata e faticosa, e in fondo bisogna essere molto appassionati di tradizioni sciamaniche islandesi precristiane per appassionarsi a quel che succede.

Postato il 07/05/2024


A Brief History of Vietnam: Colonialism, War and Renewal: The Story of a Nation Transformed (Brief History of Asia Series)

di Bill Hayton

A Brief History of Vietnam: Colonialism, War and Renewal: The Story of a Nation Transformed (Brief History of Asia Series) Tuttle Publishing,288 pagine
Avevo bisogno di documentarmi sulla storia del Vietnam e non ho trovato testi in italiano, quindi ho provato questo libro in inglese attratto dal “brief” in copertina. Sono 270 pagine, sono densissime e senza figure o mappe, e alla fine ci ho messo quasi un mese a leggerlo, alla faccia del “brief”.
Il libro fa bene il suo dovere nel restituire la complessità della storia vietnamita, una terra storicamente subalterna della Cina, ma con grandi influenze anche dal mondo indiano. Una terra crocevia di popoli, con un sacco di cambiamenti durante gli anni, e una quantità di guerre e violenza impressionante. Forse anche a leggere la storia europea in breve si ha la stessa sensazione, ma quella vietnamita è un susseguirsi di rivoluzioni, colpi di stato, brigantaggio, dinastie massacrate, invasioni subite ed effettuate, e tutto questo ancora prima della guerra più famosa (che poi ha coinvolto gli USA in solo una sua parte).E’ anche facile perdersi nell’elenco di nomi in una lingua non familiare, e forse il difetto principale del libro è quello di mancare di sintesi, nel perdersi nei dettagli senza riuscire a trasmettere con chiarezza situazioni, cause e conseguenze. Insomma, per chi, come me, voleva solo qualcosa che andasse oltre la pagina di wikipedia, è troppo. Anche perché non so quanto ricorderò di tutti i dettagli che mi son sciroppato.

Postato il 02/05/2024


Tokyo Express

di Seichō Matsumoto

Tokyo Express Adelphi,1958,175 pagine
Sconcertato da questo giallo giapponese d’epoca (anni ‘50) scritto dal cosiddetto “Simenon giapponese”. Di Simenon c’è poco, se non una certa attenzione a dettagli sordidi, ma nulla dell’attenzione alle passioni umane che caratterizza lo scrittore francese. Ci sono alcuni punti di interesse: la corruzione della classe politica giapponese, un’ambientazione prevalentamente notturna in un Giappone pre-boom economico in cui si percepisce ancora l’odore della guerra e della ricostruzione. Ma la storia è complessivamente poco interessante e scritta non molto bene: in particolare i personaggi sono poco memorabili e l’autore continua a ripetere quanto detto in precedenza. Non so se tratti il lettore da scemo o sia una conseguenza, magari, di qualche pubblicazione a puntate, ma è fastidioso. Infine, lo svelamento del mistero è tutto in uno spiegone a posteriori in forma di lettera, raffazzonato, sbrigativo e senza le più basilari nozioni di “show, don’t tell”.
Ma soprattutto è il nucleo del giallo a far cadere le braccia: innanzitutto, molte delle deduzioni dell’ispettore e il piano del cattivo si basano sul fatto che i treni giapponesi sono puntuali al minuto, e c’è una finestra di 4 minuti in cui succedono cose. E poi il “mistero” è il fatto che, orari ferroviari alla mano, è impossibile che il sospettato sia andato dal Kyushu all’Hokkaido in un certo tempo. Il lettore moderno (ma secondo me anche quello dell’era Showa) si dirà: “Beh, avrà preso un aereo, no?” e questa è la grande rivelazione. Sospiro.

Postato il 21/04/2024


Sette minuti dopo la mezzanotte

di Patrick Ness

Sette minuti dopo la mezzanotte Mondadori,2011,192 pagine
Un romanzo per ragazzi sul concetto di perdita e di lutto, illustrato con disegni molto potenti da Jim Kay, tratta l’argomento con scene ben riuscite, metafore che tanto metafore non sono, racconti nel racconto spiazzanti e con alcune sfumature per nulla banali, però, forse per cercare di ricostruire il mondo di Connor, il protagonista, affianca diversi luoghi comuni da tredicenni: bullismo, l’amica d’infanzia, il papà divorziato e lontano, gli insegnanti che non capiscono. Questo contorno, parte del menu che sembra obbligatorio per un certo tipo di romanzi per ragazzi, annacqua la potenza del libro e nel ricordo lo fa sembrare più banale di quello che è.

Postato il 07/04/2024


A ciascuno il suo

di Leonardo Sciascia

A ciascuno il suo Adelphi,1966,152 pagine
Il romanzo breve di Sciascia è apparentemente un giallo con una struttura molto cinematografica: è chiara una struttura visiva molto netta, con tagli di montaggio, personaggi fortemente caratterizzati in scena, poca interiorizzazione a scapito di una narrazione molto vivace (con l’eccezione della parte centrale del libro).
In realtà Sciascia, da questo impianto, lavora in due direzioni differente: la prima è la descrizione della Sicilia più profonda, quella che si direbbe quasi macchiettistica se non venisse da uno che la conosceva a fondo. Un mondo fatto di un malaffare radicato in profondità e colluso con la società a tutti i livelli, ma anche di donne sensuali, notabili stimati, nobili decaduti, pensionati al bar. Parte della forza visiva del libro nasce da questa Sicilia, ma è come Sciascia riesce a esprimere la mentalità sicula che colpisce.
La seconda è la negazione del romanzo giallo. Curiosamente ho letto di recente “La promessa” che fa un discorso simile, ovvero il ruolo del caso nelle indagini, che è più potente e importante di qualunque investigatore. Ma se nel romanzo svizzero il caso frustra l’investigatore fino a condurlo all’ossessione, qua trascina un innocente nel vortice del delitto facendolo improvvisare poliziotto, mentre le indagini ufficiali sono condotte superficialmente (volutamente o no, non si sa).
“A ciascuno il suo” è una di quelle letture “scolastiche” da riscoprire per il suo potere narrativo, la sua sapienza letteraria e le sue acute intuizioni.

Postato il 04/04/2024


The Kaiju Preservation Society

di John Scalzi

The Kaiju Preservation Society Fanucci,2022,272 pagine
I kaiju esistono, hanno una loro biologia tutta matta e c’è chi si occupa di loro. Lo spunto è grazioso, ma ciò che rende notevole il libro è il piglio tutto da commedia d’azione con cui è scritto. Sembra scritto come un film di Hollywood, ma di quelli buoni (anzi, mi stupirei se non venisse preso in considerazione), con tutti i tasselli al loro posto: il protagonista brillante, con la battuta pronta e semisconfitto da una società ingiusta; il contesto SF con una certa quantità di fuffa scientifica a supporto; i comprimari con caratterizzazioni più o meno spiccate, qualche piccolo tormentone che ritorna, e un cattivo la cui cattiveria fa da ponte tra i cattivi vecchio stile e quelli moderni. Manca giusto un romance, ma ci vuole poco ad aggiungerlo se si vuole. Ecco, a volte Scalzi esagera un po’ e la serie di battutine sembra stucchevole, così come la richiesta al lettore di sospendere l’incredulità, però è un libro che è uno spasso da leggere.

Postato il 01/04/2024


Il piccolo libraio di Archangelsk

di Georges Simenon

Il piccolo libraio di Archangelsk Adelphi,1956,172 pagine
Una delle cose che Simenon sa fare benissimo è di prendere uno scorcio, un’ambientazione e costruirci intorno una storia. È quello che fa in questo romanzo (non un giallo, se non marginalmente), in cui Archangelsk c’entra ben poco ed è ambientato in un rione popolare francese che gira intorno a un mercato. Il libraio in questione e sua moglie (o meglio, la sua assenza) sono protagonisti di una storia molto triste, in cui predomina la meschinità e la cattiveria della gente, e in cui i pochi momenti di respiro non son dati da atti di amore, ma di basilare umanità. In questo squallore Simenon traccia diversi bei ritratti di persone, senza rinunciare a una trama che procede con calma ma non ristagna mai, e senza tralasciare mai il vero protagonista: il quartiere.

Postato il 29/03/2024


La DDR. Una storia breve 1949-1989

di Ulrich Mählert

La DDR. Una storia breve 1949-1989 Mimesis,1998,192 pagine
La cosa che si nota di più sfogliando questo libro è come la forma sia coerente col contenuto, tramite un’impaginazione che talvolta ha più pagine senza un’andata a capo e comunque sempre con pochissimo respiro. A parte questo, è un libro che fa il suo lavoro: con un piglio storico molto asciutto e scevro da ideologie racconta i 40 anni della DDR con chiarezza e documentazione. A volte sembra di perdersi nell’andamento a zig-zag della politica DDR e pare di non aver capito bene, ma diventa presto chiaro le contraddizioni e i cambi di rotta erano una caratteristica della politica di quel paese.
Forse avrei apprezzato di più un approfondimento sulla vita quotidiana nella DDR, ma a un libro di 140 pagine, per quanto dense, non si può chiedere troppo.

Postato il 24/03/2024