Bietti,79 pagine
Il libricino, quasi un pampleth, di Niola è un atto di odio verso il cinema italiano che nasce dall’amore per esso: dalle sue potenzialità, la qualità che sa esprimere quando vuole, la sua storia e la sua visione. Ma quello su cui si focalizza qua è la sua decadenza negli ultimi vent’anni attraverso la sua pigrizia, l’autoreferenzialità, la piaga del “cinema d’autore” come genere, l’incapacità di parlare al pubblico. L’analisi è lucida, spietata, ben documentata da numerosi esempi. Va detto che il libro, pur essendo del 2020, è leggermente datato per gli ultimi sviluppi che ci son stati, nel bene e nel male, nel rapporto con le piattaforme.
Si legge in un’oretta, se amate il cinema vi arrabbierete un sacco, e con ragione.
Carocci,2001,446 pagine
Mondadori,2022,204 pagine
Adelphi,2020,309 pagine
Minimum Fax,2021,323 pagine
Codice Edizioni,263 pagine
Adelphi,2020,216 pagine
Bompiani,2012,560 pagine