Un blog fuori tempo massimo

Il Centodelitti

di Giorgio Scerbanenco

Il Centodelitti Garzanti,1970,422 pagine
Non è un modo di dire, i racconti del Centodelitti sono proprio cento (erano 98 nella prima edizione di OdB, poi la cosa è stata corretta), e il concetto di “delitto” è spesso sfumato: il più delle volte è un omicidio, a volte un furto, a volte addirittura un adulterio. La commistione col concetto di “peccato” nasce dal fatto che si tratta racconti brevi scritti per riviste femminili, e si intuisce il moralismo del contesto di quelle riviste negli anni ‘60. Ma, ed è questo il bello, Scerbanenco non si fa fermare da questo, e il suo campionario di umanità non è meno abbietto di quello dei suoi romanzi e racconti più celebri. Qualcuno ha detto che Scerbanenco sa usare le parole come coltelli: è il linguaggio che fa la differenza, che eleva il raccontino da rivista a letteratura, e Scerbanenco è uno dei migliori scrittori italiani del ‘900. Ma non solo: pur essendo il contesto dei racconti piuttosto uniforme (città del nord Italia, di solito Milano o Torino), non ci sono due racconti simili, non due personaggi sovrapponibili. C’è sempre una pennellata inaspettata, un dettaglio che rende unico anche una miniatura di due pagine.
Un libro indispensabile per chiunque voglia scrivere, anzi, per chiunque.

Postato il 09/06/2023


I sette peccati capitali e le sette virtù capitali

di Giorgio Scerbanenco

I sette peccati capitali e le sette virtù capitali Garzanti Libri,2010,252 pagine
Scerbanenco secondo me dà il meglio nei suoi racconti, e più sono neri più è a suo agio. E’ per questa ragione che, in generale, è la prima parte di questo libro, quella su peccati capitali, è quella che funziona meglio. E’ dove l’autore riesce a esplorare le piccolezze e le sordidità degli esseri umani; plauso in particolare al racconto sull’invidia. E però il racconto migliore tra tutti per me è nella seconda parte (ma poi, esistono davvero le “sette virtù capitali”?), quello relativo alla speranza, che segue una storia d’amore irrisolta per una vita.

Postato il 29/05/2022


Le quattro casalinghe di Tokyo

di Natsuo Kirino

Le quattro casalinghe di Tokyo Neri Pozza,1997,652 pagine
Un thriller giapponese in cui le protagoniste…non sono casalinghe! Ha alcuni spunti interessanti: mostra un Giappone diverso, decisamente oscuro, e dal punto di vista di donne che arrancano ad arrivare a fine mese; inoltre le protagonista sono ben caratterizzate, anche se proseguendo la lettura ci si rende conto che vorrebbero essere archetipi più che personaggi. La seconda metà arranca un po’, e ci sono un po’ di forzature nella trama, e un finale complessivamente poco soddisfacente. Si trova di meglio per investire nella lettura di 600 pagine, anche solo per un thriller, ma non è nemmeno da dimenticare.

Nota del 2025: nonostante quello che ho scritto nella chiusura della recensione, ho dimenticato pressoché tutto di questo libro.

Postato il 05/06/2021