Un blog fuori tempo massimo

B. Una vita troppo

di Filippo Ceccarelli

B. Una vita troppo Feltrinelli Editore,2024,885 pagine
La monumentale biografia di Berlusconi di Filippo Ceccarelli segue lo stile tipico dell’autore: non politica, non storia, ma cronaca politica, strutturata in capitoletti di poche pagine che esplorano un tema, un avvenimento, a volte una riflessione. Il libro è diviso in cinque parti: una prima trasversale che parla di B. in generale, con riflessioni e analisi a posteriori sulla sua vita e il suo operato, e quattro parti sulla sua vita, pensate come le quattro stagioni. C’è la primavera, le origini; estate, il suo periodo di maggior “splendore”, quando nei primi anni ‘2000 faceva quello che gli pareva; autunno, il periodo del bunga bunga; inverno, il declino e la vecchiaia. La prima parte è più faticosa, e secondo me avrebbe avuto più senso porla alla fine, quando si ha avuto un ripasso pieno della saga; tuttavia, l’ultima pagina del libro, che racconta dell’ultimo giorno prima dell’ultimo ricovero di Berlusconi, quando sulla strada per l’ospedale ha chiesto una deviazione per essere portato a Milano 2 a vedere dove tutto è iniziato, è un finale perfetto per un libro che non risparmia l’esposizione spietata delle peggiori nefandezze del Cav e dei mostruosi danni che ha provocato, ma che non manca di rimarcare il suo carisma, il magnetismo, l’innovazione e la generosità. Qualità che sono oggettivamente innegabili, anche per i più accesi detrattori.
La lettura del libro è anche un piccolo viaggio nel tempo per il lettore (almeno quello attempato) ripercorrendo le stagioni e gli accadimenti di trent’anni di politica, cose che magari ci siamo dimenticati e che ai tempi ci avevano tanto indignato o, a seconda di quel che pensavamo, esaltato.
Non credo che questo libro insegnerà molto a chi ha seguito la politica negli ultimi decenni, ma trovo che sia un’analisi lucida, documentata e precisa, e a così pochi anni dalla morte di B. non è davvero poco. E, a parte questo, è un libro molto piacevole da leggere, quasi divertente.

Postato il 25/06/2025


I ferri del mestiere

di Carlo Fruttero

I ferri del mestiere Einaudi,2003,268 pagine
Il titolo è piuttosto ingannatorio, poiché di manuale di scrittura non c’è quasi niente, e anche gli “esercizi svolti” sono piuttosto rari e concentrati all’inizio. Si tratta invece di una raccolta di brevi scritti di Fruttero e Lucentini, spesso articoli di giornale o raccontini, che vertono su scrittura, generi letterari ed editoria. C’è un po’ di tutto: fantascienza, mistery, traduzione, schede di lettura, fumetti, retroscena editoriali. La qualità è abbastanza altalenante: molti pezzi mi son parsi poco ispirati, o invecchiati, o autoreferenziali sul mondo dell’editoria che F&L conoscevano così bene. In particolare, mi hanno annoiato molto i racconti di guerra, quasi tutti gli articoli satirici sull’editoria, il lungo e ripetitivo trattatello sulle ghost story e il rapporto tra scienza e parapsicologia. La parte sui fumetti è una piccola monografia su Johnny Hart (B.C. e Wiz), senza nulla di sbagliato ma decisamente parziale. Ma ci sono anche cose più deliziose, come i retroscena di Urania e l’arcigna segretaria, un raccontino in stile Agatha Christie e soprattutto la parte sulla traduzione, che è la riproposizione di redazionali di Urania in cui avevano sfidato i lettori a tradurre un testo. Con spietatezza, prendono una traduzione e la smontano strapazzando il lettore che si era cimentati per dimostrare quanto sia difficile e ingrato il mestiere del traduttore, ma il tutto con un tono giocoso e di complicità. Questa è senza dubbio la parte migliore del libro, che per il resto mi è parso ben meno che indispensabile.

Postato il 14/06/2025


Le finestre di fronte

di Georges Simenon

Le finestre di fronte Adelphi,1933,176 pagine
Forse il Simenon extra-Maigret che meno mi è piaciuto. Un diplomatico turco nella Russia staliniana si trova invischiato nel clima di sospetto, paranoia e sistematica follia della dittatura russa negli anni ‘30. Questa è la parte migliore del libro, che lo fa assomigliare a un libro di spionaggio: non capire chi sta dalla parte di chi, e sospettare sempre e comunque, oltre alla rappresentazione (probabilmente la prima nella storia) di quel mondo assurdo e tragico. Tuttavia, il tentativo di umanizzare il protagonista e dargli una storia d’amore non funziona: il personaggio è piatto e non se ne comprendono sentimenti, azioni e motivazioni: si tratta di un’anomalia per Simenon, che è abilissimo nel tratteggiare personaggi in profondità tramite le loro azioni. Oltre a questo, il libro stenta a decollare, e solo la seconda parte è appassionante, fino a un finale teso come un thriller.

Postato il 25/05/2025


Streams of Silver (Forgotten Realms: The Icewind Dale, #2; Legend of Drizzt, #5)

di R.A. Salvatore

Streams of Silver (Forgotten Realms: The Icewind Dale, #2; Legend of Drizzt, #5) TSR Inc.,1989,342 pagine
È un Drizzt. Forse un po’ più ispirato a Tolkien del solito, scopiazzando a piene mani dalla parte di Moria. Ma per il resto è un Drizzt.

Postato il 20/05/2025


La palestra dei desideri (Italian Edition)

di Barbara Fiorio

La palestra dei desideri (Italian Edition) Rizzoli,393 pagine
Barbara Fiorio riprende molti dei suoi argomenti preferiti: le fiabe, l’ironia, il rock’n’roll e il liceo classico, in un romanzo per ragazzi che però secondo me è pensato per gli adulti (lei dice nella postfazione che è per entrambi, ma io sinceramente non ce lo vedo un adolescente a leggere “La palestra dei desideri”). Oltre ai suoi temi prediletti, c’è anche una storia di adolescenti alle prese con amorazzi e piccoli e grandi problemi dell’età, con una protagonista che l’autrice non nasconde essere ispirata a se stessa: e come tutti gli adolescenti, fanno tenerezza, gli vuoi bene, ma vorresti anche prenderli a calci nel sedere.
La scrittura è fluida, piacevole, un capitolo tira l’altro, la parte fantasy e quella reale si intersecano abbastanza bene (a volte qualche stridore lo si sente) e ci sono molti personaggi secondari ottimamente caratterizzati: ognuno troverà il suo preferito (il mio è Babbo Natale). Si finiscono le oltre 400 pagine in una caduta di stellina. E ci ritrova, inevitabilmente, a pensare a quali sono i propri desideri d’oro.

Postato il 15/05/2025


Atlantico

di Simon Winchester

Atlantico Adelphi,2010,484 pagine
Il saggio di Winchester sull’Atlantico segue un approccio onnicomprensivo: vuole cioè parlare del suo oceano preferito dal punto di vista geologico, storico, bellico, commerciale, politico, artistico eccetera. Per dare struttura a questo mare magnum di informazioni sceglie di partire da un brano di Shakespeare che descrive le sette età dell’uomo, a ognuna delle quali associa un argomento (ad esempio, all’età del soldato associa la parte bellica). L’approccio funziona abbastanza bene, ma mette in luce i due difetti principali del libro: uno, che l’autore è più preparato in alcuni campi che in altri, e la parte artistica è tremenda e noiosissima, e anche quella geologica è spiegata maluccio; invece la parte storica e commerciale è molto precisa e interessante e spesso si concede di prenderla alla larga senza per questo perdere il focus; due, che a volte dà all’Atlantico una preminenza che probabilmente è eccessiva, nel senso che sono argomenti che potrebbero valere per qualsiasi mare ma che lui declina specificatamente per questo oceano.
Il libro ha una lunghezza giusta, ha qualche illustrazione e qualche preziosa mappa, è scritto nel complesso bene, riesce a mescolare con abilità anedottica personale e meno a discorsi generali, e nonostante quei difetti è una lettura valida.

Postato il 03/05/2025


La scrittrice nel buio

di Marco Malvestio

La scrittrice nel buio Voland,160 pagine
Quattro capitoli, in cui i primi tre raccontano tre storie di generi differenti (nonostante abbiamo gli stessi personaggi) e il quarto le intreccia. Il primo capitolo è la storia di formazione del protagonista e il suo rapporto con un amico/nemico; il secondo è una cronaca dei salotti letterari italiani negli anni ‘60 come vista da un dottorando in letteratura; il terzo, in modo inaspettato, è praticamente un folk horror italiano. E il quarto fa quadrare le cose. Oltre ad essere decisamente originale, “La scrittrice nel buio” è anche scritto molto bene, non solo come struttura generale, ma anche come periodare, lessico, ritmo.
Un tratto notevole del libro, cosa sicuramente voluta ma che per me costituisce un piccolo difetto, è che il libro è colmo di astio: nei confronti della provincia veneta, a cui si dedica continuo disprezzo, ma anche per i genitori, l’ambiente universitario e per qualche figura secondaria che a mio parere è ricalcata su qualche conoscenza dell’autore. Tutto questo risentimento ha senso preciso nel complesso del libro, ma a volte mi è parso che Malvestio si sia fatto prendere la mano.

Postato il 21/04/2025


Nella quarta dimensione

di Liu Cixin

Nella quarta dimensione Mondadori,2010,777 pagine
La parte finale della trilogia dei Tre Corpi è sicuramente quella più ambiziosa, e riuscita solo in parte. La quantità di eventi inaspettati che accadono e di invenzioni che Liu Cixin mette dentro è soverchiante, ed è davvero impossibile riuscire a indovinare cosa verrà dopo: l’umanità è sempre in bilico, sull’orlo del baratro. Trovo che la sensazione di epicità della storia umana che ne consegue derivi soprattutto da questa incertezza. Tuttavia, il libro, pur essendo molto lungo (sfiora le 800 pagine) non riesce a dedicare lo spazio necessario per ogni fase attraversata, e risulta sempre affrettato, a tratti confuso: la cosa è esacerbata nel finale che addirittura mi è parso posticcio, come se l’autore avesse ancora un’idea in saccoccia ma non avesse saputo dove ficcarla, e non voleva rinunciarci. E non tutte le idee hanno senso, ovviamente: la parte delle fiabe, per dirne una, è imbarazzante. Va detto che sono tutte considerazioni a posteriori: durante la lettura non si vede l’ora di andare avanti per vedere cosa si inventerà. Se però avesse tagliuzzato qualcosa o scelto di fare un quarto libro, sarebbe stato meglio per tutti.
Mi è stato chiesto se qualcosa distingue uno scrittore cinese di fantascienza da uno europeo o americano: io trovo che la cinesità di Liu traspaia soprattutto dal concetto, molto presente nel libro, di sforzo comune di tutta l’umanità verso un preciso obiettivo lontano nel tempo. Per un occidentale, è qualcosa di alieno e impossibile. Per un cinese, è qualcosa attraverso cui sono già passati.

Postato il 12/04/2025


Paradiso

di Michele Masneri

Paradiso Adelphi,187 pagine
Una volta tanto il giovane professionista milanese in un’azienda milanese parodistica (o forse no) non è un pubblicitario, ma un giornalista, e si ritrova catapultato in una Roma non parodistica, ma indubbiamente surreale. Dopo una breve che ricalca “Il sorpasso” di Risi, il protagonista si ritrova nell’eponimo Paradiso, un simbolo della decadenza dell’aristocrazia (di sangue e di ceto) romana, un posto assurdo da cui è difficile scappare.
Non è certo un libro indimenticabile, ma qualce merito ce l’ha. Il romanzo di Masneri ha il dono di essere breve e tagliente: sarebbe stato facile dilungarsi sulle backstory delle numerose figure che compaiono, ma l’autore ha deciso di tenersi snello e sul pezzo. E anche se la satira e lo sberleffo di vecchie contesse e notai rincoglioniti è lì a portata di mano, il tono che prevale è quello di affetto con un pizzico di pietà, e mi è parsa una cosa molto apprezzabile.

Postato il 28/03/2025


Matematica fuori dalle regole : Guida di sopravvivenza per genitori e insegnanti (Italian Edition)

di Daniele Gouthier

Matematica fuori dalle regole : Guida di sopravvivenza per genitori e insegnanti (Italian Edition) Feltrinelli,256 pagine
Non parte bene, questo libro. I primi due capitoli, quelli introduttivi e teorici, sono noiosi, fumosi e contengono perle come l’invito a far tenere ai ragazzi un diario in cui scrivano le proprie emozioni nei confronti della matematica, che è una cosa che suggerirebbe uno che non ha mai avuto a che fare con un ragazzo in vita sua, compreso se stesso.
Quando però entra nel concreto, il libro migliora molto, e tratta varie discipline matematiche affrontate nei primi anni di scuola (ex-elementari e medie): aritmetica, geometria, misure, frazioni, probabilità, insiemistica etc. Per ognuna di queste suggerisce metodi concreti e astratti per avvicinarsi alla materia, avvisa sugli errori più comuni sia degli studenti che degli insegnanti, pensa a metodologie ludiche per imparare i concetti. È una lettura molto interessante anche per chi, come me, non è né insegnante né genitore, ma è interessato al lato più didattico e divulgativo della matematica. Una sforbiciata dell’introduzione avrebbe giovato.

Postato il 20/03/2025