Un blog fuori tempo massimo

La scrittrice nel buio

di Marco Malvestio

La scrittrice nel buio Voland,160 pagine
Quattro capitoli, in cui i primi tre raccontano tre storie di generi differenti (nonostante abbiamo gli stessi personaggi) e il quarto le intreccia. Il primo capitolo è la storia di formazione del protagonista e il suo rapporto con un amico/nemico; il secondo è una cronaca dei salotti letterari italiani negli anni ‘60 come vista da un dottorando in letteratura; il terzo, in modo inaspettato, è praticamente un folk horror italiano. E il quarto fa quadrare le cose. Oltre ad essere decisamente originale, “La scrittrice nel buio” è anche scritto molto bene, non solo come struttura generale, ma anche come periodare, lessico, ritmo.
Un tratto notevole del libro, cosa sicuramente voluta ma che per me costituisce un piccolo difetto, è che il libro è colmo di astio: nei confronti della provincia veneta, a cui si dedica continuo disprezzo, ma anche per i genitori, l’ambiente universitario e per qualche figura secondaria che a mio parere è ricalcata su qualche conoscenza dell’autore. Tutto questo risentimento ha senso preciso nel complesso del libro, ma a volte mi è parso che Malvestio si sia fatto prendere la mano.

Postato il 21/04/2025


Nella quarta dimensione

di Liu Cixin

Nella quarta dimensione Mondadori,2010,777 pagine
La parte finale della trilogia dei Tre Corpi è sicuramente quella più ambiziosa, e riuscita solo in parte. La quantità di eventi inaspettati che accadono e di invenzioni che Liu Cixin mette dentro è soverchiante, ed è davvero impossibile riuscire a indovinare cosa verrà dopo: l’umanità è sempre in bilico, sull’orlo del baratro. Trovo che la sensazione di epicità della storia umana che ne consegue derivi soprattutto da questa incertezza. Tuttavia, il libro, pur essendo molto lungo (sfiora le 800 pagine) non riesce a dedicare lo spazio necessario per ogni fase attraversata, e risulta sempre affrettato, a tratti confuso: la cosa è esacerbata nel finale che addirittura mi è parso posticcio, come se l’autore avesse ancora un’idea in saccoccia ma non avesse saputo dove ficcarla, e non voleva rinunciarci. E non tutte le idee hanno senso, ovviamente: la parte delle fiabe, per dirne una, è imbarazzante. Va detto che sono tutte considerazioni a posteriori: durante la lettura non si vede l’ora di andare avanti per vedere cosa si inventerà. Se però avesse tagliuzzato qualcosa o scelto di fare un quarto libro, sarebbe stato meglio per tutti.
Mi è stato chiesto se qualcosa distingue uno scrittore cinese di fantascienza da uno europeo o americano: io trovo che la cinesità di Liu traspaia soprattutto dal concetto, molto presente nel libro, di sforzo comune di tutta l’umanità verso un preciso obiettivo lontano nel tempo. Per un occidentale, è qualcosa di alieno e impossibile. Per un cinese, è qualcosa attraverso cui sono già passati.

Postato il 12/04/2025


Paradiso

di Michele Masneri

Paradiso Adelphi,187 pagine
Una volta tanto il giovane professionista milanese in un’azienda milanese parodistica (o forse no) non è un pubblicitario, ma un giornalista, e si ritrova catapultato in una Roma non parodistica, ma indubbiamente surreale. Dopo una breve che ricalca “Il sorpasso” di Risi, il protagonista si ritrova nell’eponimo Paradiso, un simbolo della decadenza dell’aristocrazia (di sangue e di ceto) romana, un posto assurdo da cui è difficile scappare.
Non è certo un libro indimenticabile, ma qualce merito ce l’ha. Il romanzo di Masneri ha il dono di essere breve e tagliente: sarebbe stato facile dilungarsi sulle backstory delle numerose figure che compaiono, ma l’autore ha deciso di tenersi snello e sul pezzo. E anche se la satira e lo sberleffo di vecchie contesse e notai rincoglioniti è lì a portata di mano, il tono che prevale è quello di affetto con un pizzico di pietà, e mi è parsa una cosa molto apprezzabile.

Postato il 28/03/2025


Matematica fuori dalle regole : Guida di sopravvivenza per genitori e insegnanti (Italian Edition)

di Daniele Gouthier

Matematica fuori dalle regole : Guida di sopravvivenza per genitori e insegnanti (Italian Edition) Feltrinelli,256 pagine
Non parte bene, questo libro. I primi due capitoli, quelli introduttivi e teorici, sono noiosi, fumosi e contengono perle come l’invito a far tenere ai ragazzi un diario in cui scrivano le proprie emozioni nei confronti della matematica, che è una cosa che suggerirebbe uno che non ha mai avuto a che fare con un ragazzo in vita sua, compreso se stesso.
Quando però entra nel concreto, il libro migliora molto, e tratta varie discipline matematiche affrontate nei primi anni di scuola (ex-elementari e medie): aritmetica, geometria, misure, frazioni, probabilità, insiemistica etc. Per ognuna di queste suggerisce metodi concreti e astratti per avvicinarsi alla materia, avvisa sugli errori più comuni sia degli studenti che degli insegnanti, pensa a metodologie ludiche per imparare i concetti. È una lettura molto interessante anche per chi, come me, non è né insegnante né genitore, ma è interessato al lato più didattico e divulgativo della matematica. Una sforbiciata dell’introduzione avrebbe giovato.

Postato il 20/03/2025


Fuoco pallido

di Vladimir Nabokov

Fuoco pallido Adelphi,1962,321 pagine
Tra i libri di Nabokov che ho letto, mi è parso il più complesso e stratificato. Si tratta di un commento a un poemetto di 999 versi redatto da un letterato conoscente dell’autore defunto. All’inizio ci ho visto una delle caratteristiche di Nabokov: un protagonista che è una persona orribile, da diversi punti di vista, ma in realtà, pur rimanendo fermo questo punto, l’autore gioca sulle intersezioni tra realtà e finzione, ed è davvero difficile capire cosa sia la realtà nel mondo del libro, o cosa sia nel mondo parallelo immaginato dall’autore (e qui quali siano bugie esplicite e quali fantasie),o addirittura quali siano i riferimenti al mondo reale al di fuori del libro. Lo si potrebbe quasi definire un romanzo lynchano: David Lynch è arrivato dopo, ma l’aggettivo se lo è preso lui. (nota personale: non ho idea se il poemetto sia poesia buona o spazzatura. Propendo più per la seconda)

Postato il 13/03/2025


The Ultimate History of Video Games, Volume 2: Nintendo, Sony, Microsoft, and the Billion-Dollar Battle to Shape Modern Gaming

di Steven L. Kent

The Ultimate History of Video Games, Volume 2: Nintendo, Sony, Microsoft, and the Billion-Dollar Battle to Shape Modern Gaming Crown,2021,592 pagine
Guardate la copertina. Voi vedete dei videogame? Io no, vedo delle console: e infatti questo non è un libro sulla storia dei videogame, ma un libro sulla storia dell’industria delle console da videogame. Capitolo su capitolo, vengono descritte le strategie dei manager di Sony, Microsoft e Nintendo, i problemi, i colpi di scena, le presentazioni all’E3, i successi e i fallimenti. Non fraitendetemi, il tutto è reso in modo incredibilmente appassionante: se c’è una cosa che l’autore sa fare è trasformare in epica quelle che quasi sempre sono solo questioni di soldi, e la lettura è proprio piacevole.
Ai giochi è dedicato giusto un capitolo verso la fine, anche questo focalizzato sull’industria (in generale, sulla degenerazione malvagia di EA e Activision), anche più corto del capitolo finale dedicato al rapporto tra film e videogame (in entrambi i versi: giochi tratti da film e film tratti da giochi). Il fatto che si parli molto di più dell’urendo film di Final Fantasy rispetto a qualunque iterazione del gioco Final Fantasy la dice lunga.

Postato il 25/02/2025


La torre d'avorio

di Paola Barbato

La torre d'avorio Neri Pozza,2024,422 pagine
Un thriller da manuale, nel bene e nel male: una protagonista tormentata, omicidi misteriosi,un passato che si voleva dimenticare che ritorna, una fuga on the road, colpi di scena a manetta. Barbato è molto a suo agio in tutto questo, e il libro è scritto bene, non solo nel suo essere un “page turner”, cosa obbligatoria per il genere, ma anche per una certa ineffabile eleganza. Ci ho visto, nelle tecniche di scrittura, molto King. Però, come si deduce dall’elenco qui sopra, i cliché abbondano, non tutti i passaggi hanno senso e anche tutta la trama alla fine mi è sembrata un’impalcatura molto fragile. Infine, l’autrice evidentemente ci teneva a creare cinque figure femminili con un’identità precisa, ma è riuscita a trovare un ruolo sensato solo a tre. Le ultime due fanno poco o niente, sono delle maschere più che dei personaggi.

Postato il 16/02/2025


C'era una volta la DDR

di Anna Funder

C'era una volta la DDR Feltrinelli,2003,250 pagine
Scritto intorno al 2000, quando la DDR e il Muro di Berlino erano ancora una cosa dell’altroieri, l’indagine di Anna Funder sulla Stasi (l’apparato di sorveglianza del partito comunista nella DDR) è duplice: intervista alcune persone che sono state vittime della Stasi e dei suoi metodi, con storie agghiaccianti nella loro fredda crudeltà, ma anche persone che erano parte della Stasi stessa o della propaganda, spesso a livello alto. Se i primi incontri colpiscono per la dignità e l’ostinazione di chi lottava contro quel sistema, i secondi fanno impressione per il fatto che non c’è mai traccia non dico di pentimento, ma di dubbio, di ripensamento su quello che è stato. Non è “ostalgie” (tema che viene trattato qua e là), sono proprio persone che pensavano e pensano tuttora di non aver fatto nulla di male.
L’autrice a volte si intromette nella sua storia con piccole vicende sue e dei suoi rapporti con gli intervistati. Ha senso, perché vuole trasmettere cosa significa vivere a Berlino nel 2000 con l’ombra del muro non ancora svanita, ma a tratti esagera e il suo ego prende sopravvento. Ciò è ancora più evidente nel capitolo finale, scritto vent’anni dopo e in cui si erge anche lei a vittima della Stasi perché ha avuto difficoltà a pubblicare il libro. Può esserci un fondo di verità, ma mi è parso irrispettoso nei confronti delle persone il cui dolore ha conosciuto da vicino.

Postato il 10/02/2025


L'Avversario

di Emmanuel Carrère

L'Avversario Adelphi,169 pagine
Carrère prende una storia di cronaca tragica e assurda (un uomo che è entrato in una spirale di bugie, durata 17 anni, e quando è rimasto senza vie di uscita ha finito per massacrare la famiglia) e cerca di raccontarla con un angolo particolare. Parte del libro è anche la scrittura del libro stesso e i tentativi dell’autore di andare oltre la cronaca del fatto, ma trovo che alla fine la scelta di Carrère sul titolo e il perno sia poco efficace e, a dirla tutta, un po’ posticcia. L’eponimo “Avversario” è Satana, e, prendendo spunto dalla presunta conversione al cristianesimo dell’assassino in carcere, Carrère riflette sul Male, come si nasconde e come opera. Ma se questo funziona a mio parere maluccio, Carrère è sempre bravissimo a narrare i fatti in un modo tutto suo, in cui, pur essendo documentatissimo (ha anche intrattenuto una lunga corrispondenza col protagonista) dà spazio al suo io narratore e sceglie di immaginare alcune scene, cosa può essere successo e cosa possono aver pensato le persone. E qui niente da dire, è bravissimo: in un’epoca di true crime in ogni salsa, il tocco dello scrittore vero si vede, eccome.

Postato il 31/01/2025


Babel. Una storia arcana

di R.F. Kuang

Babel. Una storia arcana Mondadori,2022,600 pagine
Babel è una storia ambientata in un’Inghilterra vittoriana alternativa, in cui esiste una specie di magia che nasce da traduzioni incise su tavolette di argento: dalle sfumature di significato diverse nella traduzione scaturisce un incantesimo. Le premesse sono originali e intriganti, e lo svolgimento le sfrutta adegutamente, utilizzandole per costruire un mondo in cui i traduttori sono una casta potente e in cui l’argento e la relativa tecnologia sono un’arma strategica, politica e militare. Appare anche presto evidente che Kuang costruisce una versione fantasy del nostro mondo con molte delle stesse problematiche: colonialismo, capitalismo, razzismo, ipocrisia della politica, con la differenza che le risorse da cui partire non sono petrolio o terre rare, ma traduttori e argento, il tutto infilato in una storia che è in effetti avvincente e ben scritta (i protagonisti sono dei giovani traduttori che scopriranno pian piano il marcio sotto il loro privilegio) e che affronta anche il problema di come reagire a situazioni simili. Dal lato negativo, l’autrice infila, soprattutto nella prima parte, una serie di lezioncine su quanto fosse razzista e sessista l’Inghilterra vittoriana che diventano presto insopportabili per quanto sono didascaliche, e inoltre il meccanismo del funzionamento degli incantesimi in base alla traduzione è confuso, mal spiegato, incoerente e inconcludente: spesso si richiede una sospensione dell’incredulità eccessiva per un romanzo che vuole costruire un mondo alternativo coerente.

Postato il 26/01/2025