Un blog fuori tempo massimo

La promessa: Un requiem per il romanzo giallo

di Friedrich Dürrenmatt

La promessa: Un requiem per il romanzo giallo Feltrinelli,1957,155 pagine
Un giallo che è la negazione di un giallo: con una sovrapposizione di più piani narrativi, l’autore propone una Svizzera inedita, in cui la neve e le montagne sono fango e fastidio, colma di piccoli e grandi criminali e di contadini ignoranti. Il nucleo del libro è il personaggio del bravo poliziotto che si distrugge la vita per risolvere un caso, per un’ossessione data dalla “promessa” eponima: la risoluzione del mistero, avvenuta per un capriccio del destino, è abbastanza irrilevante. La tesi dell’autore è pertanto che la costruzione rassicurante del romanzo giallo, in cui è la razionalità a trionfare sul male, non ha alcun riscontro nella realtà in cui i fattori al contorno sono così tanti e molteplici. Non è un’osservazione così originale e profonda, però l’atmosfera e l’incedere del libro sono molto affascinanti.

Postato il 20/03/2024


La vita istruzioni per l'uso

di Georges Perec

La vita istruzioni per l'uso Rizzoli,1978,576 pagine
Riletto dopo vent’anni dalla prima lettura, “La vita istruzioni per l’uso” non perde nulla del suo smalto, anzi. La ricostruzione del microcosmo di un condominio francese cristallizzato in un attimo del 1975 è l’occasione per una minuziosa ricostruzione di ambienti e di storie. La capacità con cui Perec è in grado di raggiungere pressoché ogni elemento dell’esistenza umana a partire da una ventina di stanze è incredibile, così come la sua capacità per tenere alta l’attenzione per oltre 700 pagine senza risparmiarsi descrizioni dettagliate all’inverosimile ed elenchi infiniti. Da un lato la sintesi, dall’altro il suo contrario. Capolavorone.

Postato il 17/03/2024


I draghi del crepuscolo d'autunno

di Margaret Weis

I draghi del crepuscolo d'autunno Armenia,1984,368 pagine
Riletto dopo decenni più che altro per curiosità di vedere se regge al tempo, la saga di Dragonlance funziona in parte. È un dannato page-turner, pochi libri ti prendono così tanto, e uno spasso per il giocatore di D&D che si diverte a riconoscere le parti del regolamento. Però ha una pesantezza morale, dovuta al fatto che Hickman è un fervente cristiano, che permea tutta la struttura del libro e a tratti è davvero esagerata, e la parte finale del libro è affrettata e confusa. Non aiuta la scelta scellerata di avere in scena tre personaggi che si chiamano Berem, Ember e Eben!

Postato il 03/03/2024


Linguaggio e informazione

di Zellig S. Harris

Linguaggio e informazione Adelphi,1987,143 pagine
Il merito delle lezioni/saggio di Harris è di aver inventato un approccio allo studio del linguaggio che si basi sulle probabilità di giustapposizione di parole e non sulle strutture grammaticale, approccio che è molto importante nei moderni LLM.
Per il resto, il libro è colmo di difetti metodologici: l’autore enuncia una regola generale come universale e la esemplifica con un caso molto specifico, che potrebbe però essere contraddetto a piacere; utilizza esempi solo dall’inglese, che per un libro che vuole studiare le strutture dei linguaggi in generale è una pecca mortale; è scritto a tratti ripetendo sempre le stesse cose e a tratti con voli pindarici in cui i passaggi logici sono molto arbitrari o sono rimasti nella testa di Harris. L’unico tentativo di applicazione, individuare strutture ricorrenti in una serie di paper su argomenti simili, è abbastanza interessante ma il risultato è comunque limitato e specifico. Il resto mi è sembrata tanta fuffa su una buona idea. Ma forse mi mancano alcune basi.

Postato il 13/02/2024


Le braci

di Sándor Márai

Le braci Adelphi,1942,181 pagine
Uno di quei libri che quando lo leggi gongoli a pensare che potrai consigliarlo ad altre persone perché è breve, fulminante, originale e romantico in un modo non svenevole. E soprattutto, proprio bello.
L’incontro di due amici fraterni che non si vedono da quarantun anni è già uno spunto potente, ma il nucleo del libro è lo svelarsi progressivo delle motivazioni di questa separazione che si dipana in una sorta di duello mentale, ricco di tensione e di riflessioni su amicizia, amore e destino. L’autore si concede anche qualche divagazione, qualcuna più riuscita (ho adorato il personaggio di Nini, la balia novantenne, e il rapporto che ha col protagonista) qualcuna di meno (la descrizione della foresta all’alba, teatro di un importante evento, è piuttosto stucchevole), ma l’economia del libro non ne è inficiata.

Postato il 09/02/2024


Doveva essere il nostro momento

di Eleonora C. Caruso

Doveva essere il nostro momento Mondadori,396 pagine
Un appello agli scrittori in ascolto: vi prego, basta coi pubblicitari e dintorni! Lo so che attira l’idea di rappresentare un artista che è costretto a piegare il suo talento al denaro, ma è un’idea che dire usurata è poco. Tanto più, come nel caso del coprotagonista Leo di questo romanzo, il fatto che Leo sia del mestiere del social marketing è assolutamente irrilevante. Ma andiamo con ordine.
“Doveva essere il nostro momento” mette un sacco di carne al fuoco. Di base è un road movie con Leo, un trentenne con le idee confuse e Cloro, un’influencer ventenne, che scappano da una specie di setta viaggiando dalla Sicilia al Piemonte nei primi giorni del lockdown del 2020, quando a dominare era la paura e la sensazione di apocalisse. La “setta” in questione è una folle comune che ha bloccato il tempo agli anni ‘90, considerata un’età dell’oro, e vivono guardando vecchie VHS, giocando coi Tamagochi e rileggendo Ranma 1/2. La coppia è mal assortita, e come da canone durante il viaggio vivranno molte avventure e troveranno modo di conoscersi e intendersi, inframmezzando con flashback della storia di Leo, di Cloro e della vita nella setta. Ma da queste premesse, in parte consuete e in parte assurde, l’autrice costruisce due bei personaggi, da amare nei loro tanti difetti, e riflette sul passato e sulla modernità. Ed è appunto un peccato che Caruso sia caduta nella trappola di un cliché così banale come il mestiere di Leo, mi ha indisposto nelle prime pagine. Ho inoltre trovato che il libro avesse bisogno di un editing più raffinato: complessivamente è ben scritto, ma ogni tanto ci sono alcuni verbi il cui soggetto è nascosto tre paragrafi prima, o personaggi introdotti sullo sfondo che all’improvviso parlano e ti chiedi “E mo’ chi è ‘sta qui?”.

Postato il 02/02/2024


La signora delle camelie

di Alexandre Dumas fils

La signora delle camelie Feltrinelli,1848,280 pagine
Diciamocelo: Dumas figlio non gli lega le scarpe a Dumas padre in quanto a capacità di intrattenimento del lettore, e la svenevolezza di questa storia a volte raggiunge livelli oltre il limite di guardia. Eppure la storia di questa cortigiana dal cuore tenero è diventata iconica e replicata in tutte le salse, indice che ha una certa potenza narrativa in sé, e di questo bisogna rendere merito a Dumas (cioè, di aver avuto la “fortuna” di aver vissuto una storia molto simile e averla saputa rimaneggiare bene), così come le descrizioni molto vivide della vita sociale dell’alta borghesia/piccola nobiltà di Parigi dell'800, e le belle pagine grandguignolesche dell’esumazione di Marguerite.

Postato il 22/01/2024


Il fascismo eterno

di Umberto Eco

Il fascismo eterno La nave di Teseo,2020,51 pagine
Opuscolo di Eco contenente una sua lezione in un’università americana. Come fa notare Eco nell’introduzione, questo giustifica il fatto che venga citato spesso Roosevelt (a volte a sproposito, o quasi) e vengano dati spiegoni per noi ovvi. Eco fa un’analisi sul fascismo, ovvero perché si usa ancora oggi questo termine per certi tipi di totalitarismi o di ideologie politiche, mentre “nazismo”, ad esempio, identifica un particolare partito in uno specifico luogo e tempo (per tutti tranne che per Zerocalcare, cioè), e traccia i caratteri del “fascismo universale” mediante un elenco puntato. La tesi nel complesso è efficace, anche se ho trovato diversi passaggi logici piuttosto forzati e a volte un name dropping che forse è adeguato a una lezione universitaria, ma che a tratti mi ha lasciato spiazzato.
Si legge in meno di un’ora ed è un’ora ben spesa.

Postato il 18/01/2024


A caccia di draghi - La conquista delle Alpi

di Fergus Fleming

A caccia di draghi - La conquista delle Alpi Tra i libri di Fleming, questo sull’alpinismo e la conquista delle Alpi mi è parso il meno interessante, probabilmente perché avere le montagne qui dietro mi priva dell’afflato epico delle grandi conquiste artiche, tema dei suoi libri precedenti. Rimane comunque interessante scoprire che la conquista delle Alpi è stato un affare principalmente inglese, che il Monte Bianco è stato uno dei primi a essere scalato, che il Cervino ha resistito a lungo e che nel ‘900 l’alpinismo è stato parte del nazionalismo dei fascismi. E poi ci sono numerose figure interessanti, quasi tutte profondamente detestabili, ben descritte e ben ridicolizzate dall’autore (anche se meno feroce del solito).
Ne rimane un libro ben scritto, organizzato e documento, ma tutto sommato non troppo interessante.

Postato il 16/01/2024


A letto nel Medioevo: Come e con chi

di Chiara Frugoni

A letto nel Medioevo: Come e con chi il Mulino,2022,165 pagine
Grazioso librino sulle abitudini notturne nel Medioevo. La cosa interessante, più che la divulgazione barberesca a colpi di piccole curiosità, è l’approccio documentale dato al libro. Non si racconta qual era il ruolo della camera da letto nel Medioevo, lo si mostra tramite opere d’arte coeve, figurative o letterarie (il libro è ottimamente illustrato). L’ibrido tra l’atteggiamento rigorosamente da storico tenuto e il tema, che è piuttosto “facile” e curioso nonché lo stile di scrittura piano, è la cosa che più mi ha colpito del libro. Ah, sì, e si imparano anche alcune cose sulla vita nel Medioevo.

Postato il 10/01/2024