Adelphi,1987,143 pagine
Il merito delle lezioni/saggio di Harris è di aver inventato un approccio allo studio del linguaggio che si basi sulle probabilità di giustapposizione di parole e non sulle strutture grammaticale, approccio che è molto importante nei moderni LLM.
Per il resto, il libro è colmo di difetti metodologici: l’autore enuncia una regola generale come universale e la esemplifica con un caso molto specifico, che potrebbe però essere contraddetto a piacere; utilizza esempi solo dall’inglese, che per un libro che vuole studiare le strutture dei linguaggi in generale è una pecca mortale; è scritto a tratti ripetendo sempre le stesse cose e a tratti con voli pindarici in cui i passaggi logici sono molto arbitrari o sono rimasti nella testa di Harris. L’unico tentativo di applicazione, individuare strutture ricorrenti in una serie di paper su argomenti simili, è abbastanza interessante ma il risultato è comunque limitato e specifico. Il resto mi è sembrata tanta fuffa su una buona idea. Ma forse mi mancano alcune basi.
Adelphi,1942,181 pagine
Mondadori,396 pagine
Feltrinelli,1848,280 pagine
La nave di Teseo,2020,51 pagine
Tra i libri di Fleming, questo sull’alpinismo e la conquista delle Alpi mi è parso il meno interessante, probabilmente perché avere le montagne qui dietro mi priva dell’afflato epico delle grandi conquiste artiche, tema dei suoi libri precedenti. Rimane comunque interessante scoprire che la conquista delle Alpi è stato un affare principalmente inglese, che il Monte Bianco è stato uno dei primi a essere scalato, che il Cervino ha resistito a lungo e che nel ‘900 l’alpinismo è stato parte del nazionalismo dei fascismi. E poi ci sono numerose figure interessanti, quasi tutte profondamente detestabili, ben descritte e ben ridicolizzate dall’autore (anche se meno feroce del solito).
il Mulino,2022,165 pagine
Mondadori,433 pagine
Longanesi,2007,432 pagine
Einaudi,2021,94 pagine