Adelphi,2020,135 pagine
Il colophon dice che l’autore sembra “essersi già guadagnato un posto fra i grandi narratori del Sud americano”. Ecco, forse è un po’ prematuro. Io trovo che Micheal Bible abbia idee pregevoli, soprattutto a livello di struttura. Alterna sezioni con protagonisti diversi facendo capire solo a un certo punto se e come sono legati ai capitoli precedenti: la cosa funziona nell’ambito di un romanzo breve, in un romanzo più articolato genererebbe troppa confusione. E anche i suoi personaggi sono ben scritti, dolenti e sperduti, e anche se fanno scelte poco condivisibili in qualche modo si riesce a provare empatia. Però, dannazione, questa fissazione degli americani di scrivere romanzi che raccontino l’America per me è un grande limite: sembrano sempre ombelicali, provinciali, paradossalmente limitati nel loro cercare di narrare qualcosa di più grande.
Mondadori,2011,192 pagine
Adelphi,1956,172 pagine
Il riassunto
A good-natured but unlucky Italian is constantly going on a difficult situations, but never lose his mood.
Il riassunto
Peppino, a diminutive taxidermist with a reputation for sleaziness, meets Valerio, a handsome if artless much younger man fascinated by the trade. Peppino offers him a large salary to come work as his assistant, with the job burgeoning into a budding friendship he mistakes for something more. When Valerio finds a girlfriend, their fledgling romance will be threatened by an insanely jealous third wheel.