Quasi perfetto. Durata giusta, meccaniche originali e divertenti che non stancano, un filo di umorismo, una trama non troppo inconcludente, ma soprattutto un level design delizioso,nonché una parte grafica graziosissima. Forse un pochino troppo facile (ma c’è la modalità più difficile), forse la UX poteva essere migliore. Ma va bene così.
Mother 3 merita la sua fama, è uno dei picchi del genere JRPG classico. Buon equilibrio di gioco, bei personaggi, trama emozionante, una piccola morale, una certa ironia. Non molto innovativo come tecnica, ma pazienza. Mi ci son divertito.
Uno zeldoide che prende un sacco di meccaniche da Breath of the wild, ma rinuncia completamente al combattimento e al concetto di pericolo, ambientandolo in un’atmosfera e uno stile che ricorda molto Moebius. Il gioco è rilassante, ben poco eccitante, va detto, e dura il giusto. Contento di averlo giocato, non so se lo ricorderò a lungo.
Forse leggermente sopravvalutato, o forse per il fatto che avevo visto la serie, mi è sembrato che The Last of Us sia un film interattivo, con pochissima differenza tra le cut-scene e il gioco, che però ha meccaniche poco varie, pochi mostri, poche situazioni. Ambientanzioni poi ricostruite minuziosamente, ma quasi sempre prive di interazioni. Resident Evil IV è simile sotto diversi aspetti, ma si sforza molto di più di variare le situazioni.
Dopo il simulatore di avvocato appassionante e divertente, un simulatore di trasloco tenero e rilassante. È un piacere imparare a conoscere la protagonista che trasloca, vivere insieme a lei successi, evoluzioni e fallimenti. Un piccolo gioco che merita il successo che ha avuto.
Una gioia per gli occhi esteticamente, è una bella avventura che può essere giocata per bene come un gioco di ruolo in senso stretto (cioè interpretando un personaggio), ma col limite che l’appartente libertà concessa in realtà è ingabbiata in una trama piuttosto rigida. Però davvero ben fatto.
Molto carino Resident Evil 4! A parte la trama, che è una sciocchezza, e la grafica un po’ datata, ha meccaniche di base molto ben eqilibrate e fa lo sforzo di mantenere viva l’attenzione proponendo molte variazioni. Me lo son proprio goduto.
Avventura dell’autore di Ace Attorney col gimmick del “fantasma che fa cose”, nello stile della sua creatura più famosa è una trama piuttosto elaborata che si estende sempre di più condita con elementi sovrannaturali a sovvertire la linearità delle indagini. È molto ben scritto, con animazioni splendide e il gioco finisce senza che la meccanica, così semplice, stanchi, ma la trama alla fine perde di smalto e svacca un po'.
Davvero grazioso questo zeldoide ambientato nel Giappone feudale, alle prese con dei e demoni nipponici e con un lupo molto canoso come protagonista. La meccanica dei pennelli per le magie è interessante, ed esteticamente è gradevolissimo. Forse appena troppo lungo (40 ore) e con dialoghi a volte troppo faticosi per l’impossibilità di mandare avanti. Il miglior gioco da tempo.
Le meccaniche di combattimento sono interessanti, e devo dire che dopo tanto tempo che non provavo un JRPG classico con scontri casuali li ho trovati abbastanza rilassanti, ma la trama è quasi inesistente, lineare e comunque poco interessante, il gioco è lungo e sfilacciato, e arrivato al secondo boss finale non ho avuto assolutamente la curiosità di sbattermi per vedere che succede dopo. Una delusione, tutto sommato, a cui ho dedicato anche un mese e mezzo, orcaloca!