Un blog fuori tempo massimo

Mobile Suit Gundam I

di Yoshiyuki Tomino, Ryoji Fujiwara (機動戦士ガンダム, 1981)

Mobile Suit Gundam I Poster

Thrust into the thick of battle, a young boy and a secret weapon are earth’s last hope!

Il riassunto In the year Universal Century 0079, humans have colonized the area of space lying in between the Earth and the moon. However, the ambitious Zabi family, rulers of the Duchy of Zeon, the grouping of colonies furthest from the earth, has sparked a war. Imdb

Il commento Primo film riassuntivo della serie classica di Gundam, taglia molti degli aspetti più infantili e, rimasta più asciutta, la serie presenta un sacco di azione a colpi di robot il cui interesse moderno è limitato, e invece un focus sui giovani che ho trovato intrigante. I vecchi qua non fanno mai una bella figura.

Postato il 25/01/2024


Che ho fatto io per meritare questo?

di Pedro Almodóvar (¿Qué he hecho yo para merecer esto!, 1984)

Che ho fatto io per meritare questo? Poster

The Hell of Home.

Il riassunto A henpecked housewife ekes out a meager existence, surrounded by a host of colorful characters: her ungrateful husband, her delinquent sons, her headstrong mother-in-law, and her sex worker neighbor, among others. Imdb

Il commento Almodovar lascia da parte sia la borghesia che la movida scapestrata per parlare di un condominio popolare nella periferia di Madrid dove ci si arrangia per campare. Colpisce il fatto che tutti i personaggi sono negativi, profondamente infelici e, anche se cercano qualcosa di più, sembrano disperati, con l’eccezione della nonnetta tirchia che vuole solo tornare al suo villaggio natio e fa comunella col nipote scapestrato, e la prostituta svampita che vive giorno per giorno. Ne rimane l’idea di un mondo cupo, ma che dà speranza di uscirne per chi davvero vuole. Stilisticamente, Almodovar inizia a concedere qualche ripresa musicale di grande effetto.

Postato il 19/09/2023


Da leggersi all'imbrunire

di Charles Dickens

Da leggersi all'imbrunire Einaudi,1866,332 pagine
Per qualche strana ragione, la più celebre storia di fantasmi di Dickens, il “Canto di Natale”, qui non c’è. La cosa è doppiamente strana perché non è una raccolta di racconti pensata da Dickens, ma un’antologia creata dal curatore, che comprende addirittura brani dal “Circolo Pickwick”. Ma a parte questo, ciò che mi ha maggiormente colpito è la varietà di registri usati da Dickens nelle sue storie di fantasmi. Anche se il nucleo narrativo è quello noto delle storie di fantasmi (castelli, ville scricchiolanti, nebbioline, apparizioni, rumori misteriosi, antenati, sogni premonitori, condannati a morte etc.) Dickens si diletta a giocare con personaggi scettici, spiritisti, coraggiosi e vigliacchi con scene che percorrono le sfumature dal gradguignolesco all’intimista, con qualche punta di ironia qua e là ma sempre con rispetto. Ovviamente al lettore moderno è difficile che venga procurato qualche brivido, ma la lettura è sempre interessante, anche se qualche racconto è, oggettivamente, scritto in tutta fretta e con poca cura.
Il volume è completato da un’appendice con “Padri, precursori e teorici” con brani di altri autori a tema. L’ho sinceramente trovato poco interessante, con l’eccezione di un approfondimento sulla famosa estate ginevrina della famiglia Shelley, Byron e altri amici.

Postato il 13/09/2023


Toldi - A Mozifilm

di Marcell Jankovics, Lajos Csákovics (Toldi - A Mozifilm, 2022)

Toldi - A Mozifilm Poster

Il riassunto Animated version of a famous Hungarian epic tale by János Arany. Through the story of Miklós Toldi, we witness a brutal young man learning to master his strength and inner struggles to become King Louis I’s most famous knight. Toldi clashes with his scheming elder brother and travels from the marshlands to 14th-century Pest, fighting every challenge to prove his honor. His journey of self-discovery and courage unfolds against the rich backdrop of the chivalric world and the Hungarian plains. Imdb

Il commento D’accordo, la storia di questo eroe mitico ungherese è una sciocchezza e anche un po’ inquietante nel contesto del sovranismo ungarico, perà questo piccolo kolossal animato è curatissimo nei dettagli e nel design, e la scelta di usare un poema declamato da un narratore esterno in rima non stanca per niente. Nota di merito al personaggio del re, ritratto in modo inusuale e arguto.

Postato il 16/06/2023


Nudi e crudi

di Alan Bennett

Nudi e crudi Adelphi,1997,96 pagine
Un librino estremamente british, nell’umorismo, gli ambienti, i personaggi. Una coppia anzianotta e noiosetta una sera torna a casa e la trova completamente svaligiata, ma proprio di tutto, persino la moquette. La loro esistenza verrà rivoluzionata dall’evento, soprattutto quella di un membro della coppia. In quello che è un racconto lungo Bennett riesce a costruire dei bei personaggi, un piccolo mistero con una risoluzione anche piuttosto soddisfacente, a dare piccoli tocchi di colore, battute assolutamente di stampo britannico e anche a commuovere. E’ un libro piccino, ma dà tanta soddisfazione.

Postato il 05/05/2023


L'isola misteriosa

di Jules Verne

L'isola misteriosa Marsilio,1875,624 pagine
Ma io non lo sapevo che esistesse il concetto di Verneverso, e che l’Isola Misteriosa, pur essendo una versione scientificamente accurata (con qualche esagerazione, secondo me) di Robinson Crusoe, fosse un crossover con ben altri due romanzi di Verne. Anche se, devo dire, che dopo essermi imbattuto nel primo, il secondo lo avevo previsto. Questa cosa, anche in tempi di multiversi con continuity e crossover assurdi, mi ha sorpreso e deliziato.
A parte questo, è un bel romanzo di avventure per ragazzi. Scritto abbastanza bene, con qualche lungaggine qua e là (620 pagine son troppe per il tema, e c’è anche un finale molto affrettato) e qualche eccesso di esclamativi, presenta un cast di personaggi molto piatto, con un bamboccio per identificarsi e un certo inevitabile razzismo/colonialismo data l’epoca in cui è stato scritto, e un curioso filo-americanesimo. Inoltre, come accennato sopra, è interessante l’approccio scientifico in cui la Natura viene piegata alla Dea Ragione (il protagonista è il leader ingegnere che ha una cultura scientifica onnicomprensiva, dalla chimica alla meccanica all’ingegneria navale)…salvo poi aver bisogno di un deus ex machina quando gli sforzi della mente non bastano più. <

Postato il 03/05/2023


Il Ciclo delle Fondazioni

di Isaac Asimov

Il Ciclo delle Fondazioni Mondadori,1981,750 pagine
Questa edizione contiene i primi tre romanzi degli anni ‘50 e il primo seguito, scritto negli anni ‘80. E’ pertanto un’edizione strana, estesa rispetto al nucleo originale, ma monca rispetto alla saga completa. Ce ne faremo una ragione.
Il primo romanzo e mezzo rappresentano meglio la ragione per cui la saga è stata considerata “infilmabile”: una serie di scene in cui uomini di mezz’età discutono di politica fumando sigari. Ci sono sempre i sigari. E’ però innegabile come un mezzo così rozzo e antiquato (non c’è il minimo sforzo di dare personalità alle varie figure, e non c’è mai azione) riesca a costituire comunque un quadro galattico affascinante, ben delineato, a modo suo anche realistico. Per me questa è la parte migliore della saga, la più epica, quella che in effetti in seguito diventerà “l’era degli Eroi”.
A metà del secondo libro, con l’avvento del Mulo, le cose cambiano, sia nella Galassia che nella saga: le trame sono più complesse, c’è qualche sfumatura psicologica, addirittura personaggi femminili (che però fumano sigari). Ho però trovato che sovrapporre una scienza statistica come la psicostoria con i “poteri mentali”, introdotti col Mulo, sia stato un errore. Asimov li tratta come due aspetti della stessa scienza, ma a me paiono enormemente differenti. Questo diventa più evidente nel terzo libro, quando si parla della Seconda Fondazione e i suoi poteri e, insomma, a tratti sembra più fantasy che fantascienza.
Un discorso a parte per la “reprise” degli anni ‘80. Asimov qui è uno scrittore maturo ed esperto, e gioca col lettore concertando diversi scenari e diversi personaggi, a volte (ma non sempre) con un minimo di spessore. Non ci sono più sigari, peccato. E peccato anche che la storia sia meno brillante di quanto ideato in gioventù, e che alla fine ci si riduca a un lungo ponte per iniziare a far quadrare il Ciclo dei Robot in una sorta di continuity, cosa che sarà poi portata avanti negli altri romanzi. Si legge con piacere, ma lascia una sensazione di vuoto.

Postato il 21/02/2023


Il Dragolibro

di Walter Moers

Il Dragolibro ,2019,208 pagine
Opera minore nell’ambito della mitologia Zamoniana di Moers, Il Dragolibro è un episodio pompato fino a essere un romanzo breve. La sfrenata immaginazione dell’autore qui si limita a poco più dell’eponimo rettile, un drago appunto ricoperto di libri, ma comunque rimane una piacevole lettura, ben scritta e illustrata pregevolmente dall’autore, che piace “ai grandi e ai piccini” (brr!). Una piccola deviazione non indispensabile dell’epopea di Ildebrando.

Postato il 26/12/2022


Guillermo del Toro's Pinocchio

di Guillermo del Toro, Mark Gustafson (Guillermo del Toro's Pinocchio, 2022)

Guillermo del Toro's Pinocchio Poster

Love will give you life.

Il riassunto During the rise of fascism in Mussolini’s Italy, a wooden boy brought magically to life struggles to live up to his father’s expectations. Imdb

Il commento Mi aspettavo leggermente di più, ma il Pinocchio di Del Toro riesce a rendere moderna una storia polverosa e fuori moda, con un design meraviglioso (la fatina è incantevole, sembra uscita da Evangelion) e una riscrittura senza paura di osare. Peccato per le canzoni che sono TREMENDE, davvero inascoltabili, e qualche piccolo passaggio a vuoto.

Postato il 19/12/2022


The Menu

di Mark Mylod (The Menu, 2022)

The Menu Poster

Painstakingly prepared. Brilliantly executed.

Il riassunto A young couple travels to a remote island to eat at an exclusive restaurant where the chef has prepared a lavish menu, with some shocking surprises. Imdb

Il commento Un metaforone in forma di una cena di altissimo livello, con un humour nero abbastanza efficace. La cosa migliore è probabilmente la mancanza di una vera e propria morale: sembra che le cose accadano quasi per caso, per follia o per capriccio. C’è anche una satira al mondo dei foodie, ma secondo me è meno rilevante.

Postato il 01/12/2022