Un blog fuori tempo massimo

La vita segreta

di Andrew O'Hagan

La vita segreta Adelphi,2017,222 pagine
Stento davvero a capire il senso di questo libro, o meglio, ho detestato profondamente la sua ridondanza, ma mi sfugge anche il suo senso. Si tratta di tre reportage, o meglio, meta-reportage in cui l’autore affronta alcuni temi rilevanti nella vita digitale moderna. Si inizia con 90 interminabili pagine in cui cerca di scrivere un libro con Edward Snowden, in cui dopo poche pagine emerge la personalità paranoide, infantile, incapace di gestire gli impegni dell’autore, affiancata ai suoi atti di eroismo. Il resto è noia, noia, noia.
Nel secondo reportage O’Hagan costruisce un’identità virtuale a partire dalle informazioni sulla tomba di un ragazzo morto giovane. Non si capisce bene lo scopo, che arriva fino a explorare il deep web, appare tutto quasi un gioco, smontato poi all’improvviso. Molto inconcludente.
Leggermente più interessante è l’affaire Nakamoto, in cui l’auore segue un matematico che potrebbe essere effettivamente Satoshi Nakamoto, inventore dei bitcoin, e nel suo mettersi nelle mani di avvocati e imprese che, a seguito di questa rivelazione, dovrebbero fare un sacco di soldi. Similmente a Snowden, Craig, il matematico in questione, è presentato come un essere umano incapace di condurre una vita, e sebbene meno odioso l’insistenza nell’esplorare questo personaggio è estenuante. Tanto più che, in un anticlimax, alla fine non si capisce se è veramente Nakamoto o meno.
Libro assai noioso, sconsiglio.

Postato il 05/03/2022


The Power of the Dog

di Jane Campion (The Power of the Dog, 2021)

The Power of the Dog Poster

Il riassunto A domineering but charismatic rancher wages a war of intimidation on his brother’s new wife and her teen son, until long-hidden secrets come to light. Imdb

Il commento CHE PALLE! CHE PALLE! CHE PALLE! Ora che mi son sfogato, voglio dire che è un trucco miserevole da Oscar-bait presentare un personaggio come “misterioso, sfaccettato, imprevedibile” come scusa per farlo comportare come ti pare. E che mi sembra incredibile che nel 2022 possa essere accettabile l’equazione “omosessuale=pedofilo”. A parte questo, bei paesaggi, bravi attori, zzzzz…. CHE PALLE!

Postato il 10/02/2022


Goldfinger

di Guy Hamilton (Goldfinger, 1964)

Goldfinger Poster

Everything he touches turns into excitement!

Il riassunto Special agent 007 comes face to face with one of the most notorious villains of all time, and now he must outwit and outgun the powerful tycoon to prevent him from cashing in on a devious scheme to raid Fort Knox – and obliterate the world’s economy. Imdb

Il commento 007 era una di quelle mie assurde lacune, mai visto uno. E il tempo non è stato gentile con James Bond, non tanto per il sessismo, quello te lo aspetti, ma per l’assurdità delle trame, per la mancanza di senso del ridicolo, per i riempitivi di trama, per i comportamenti a casaccio di buoni e soprattutto di cattivi. E’ stata una visione quasi trash, divertente ma a tratti imbarazzante.

Postato il 06/02/2022


Distanza di sicurezza

di Samanta Schweblin

Distanza di sicurezza Sur,2014,108 pagine
Libro nella categoria “non mi ricordo perché l’ho comprato”, è una rielaborazione molto contorta e in forma pseudo-teatrale di “Pet sematary” di Stephen King. Solo che Schweblin non è King, sia come abilità narrative che come spirito, e annega ciò che c’è di buono nel libro (l’ambientazione nella campagna argentina con uno spirito magico e velenoso che permea l’ambiente) in una scrittura pretenziosa, volutamente oscura ma non per questo intrigante. Semplicemente non si capisce bene quel che succede ma al lettore non interessa. Per fortuna è corto.

Postato il 13/01/2022


Tomb Raider

di Roar Uthaug (Tomb Raider, 2018)

Tomb Raider Poster

Her legend begins.

Il riassunto Lara Croft, the fiercely independent daughter of a missing adventurer, must push herself beyond her limits when she finds herself on the island where her father disappeared. Imdb

Il commento Uh, che brutto questo remake di Tomb Raider. Tra i tanti difetti, il più grosso è la mancanza di fascino di pressoché tutto: della trama, del cattivo, dei comprimari, delle ambientazioni, persino degli enigmi, ma soprattutto della protagonista, una bietolona totalmente priva del carisma necessario a Lara Croft. Non stupisce che, pur essendo stato pensato come un franchise, non abbia avuto seguito.

Postato il 13/01/2022


Mary Poppins Returns

di Rob Marshall (Mary Poppins Returns, 2018)

Mary Poppins Returns Poster

Magic always returns.

Il riassunto Mary Poppins returns to the Banks family and helps them evade grave dangers by taking them on magical, musical adventures. Imdb

Il commento Non se ne sentiva davvero il bisogno di questo seguito di Mary Poppins, non tanto per la realizzazione, che alla fine è decente (ed è anche un piacere vedere che la Disney sa ancora fare animazione 2d cinematografica), ma perché non aggiunge proprio nulla, è una sorta di remake con storia leggermente diversa, altre canzoni e insopportabili numeri di tiptap.

Postato il 12/12/2021


John Carter di Marte (Barsoom, #1-3)

di Edgar Rice Burroughs

John Carter di Marte (Barsoom, #1-3) Newton Compton,1991,480 pagine
E’ veramente difficile per un lettore moderno separare la lettura di intrattenimento di Burroughs dal profondo razzismo che permea tutta la saga di Burroughs. Non si tratta solo dell’occasionale riferimento allo schiavismo sulla Terra come se fosse una cosa normale, ma proprio il fatto che il protagonista incontra popoli diversi, definiti dal loro colore e da un carattere precipuo (salvo rare eccezioni). Se però si riesce a dimenticare questo, la saga di John Carter è complessivamente divertente. Il primo libro getta le basi nella mitologia ma è ancora abbastanza trattenuto (c’è poi una superflua cornice che viene presto dimenticata); il secondo libro è decisamente il migliore, la parte in cui affronta la religione e soprattutto il cosiddetto Paradiso dei marziani è sorprendente e a modo suo profonda. Al terzo libro la saga inizia a diventare ripetitiva col protagonista che si mette a menare le mani in qualunque occasione inseguendo la principessa e finendo prigioniero ogni 3-4 capitoli.

Postato il 25/11/2021


Staccando l'ombra da terra

di Daniele Del Giudice

Staccando l'ombra da terra Einaudi,1994,122 pagine
Non sono riuscito a entrare in sintonia con l’autore e apprezzarlo particolarmente. Non ho capito dove avrei dovuto commuovermi, ho fatto un sacco di fatica con questa prosa circonvoluta (a volte perfetta per la narrazione, più spesso no) tanto che ci ho messo una settimana a leggerlo, un’eternità per le cento pagine che lo compongono, e solo a tratti sono riuscito a respirare la sensazione di libertà che l’autore voleva trasmettere. I migliori due racconti nettamente “Tra il secondo 1423 e il secondo 1797” e “Pauci sed semper immites”. Un plauso alla memorabile figura di Bruno.

Postato il 20/11/2021


The French Dispatch

di Wes Anderson (The French Dispatch, 2021)

The French Dispatch Poster

Il riassunto The staff of an American magazine based in France puts out its last issue, with stories featuring an artist sentenced to life imprisonment, student riots, and a kidnapping resolved by a chef. Imdb

Il commento Forse il più andersoniano dei film di Wes Anderson, French Dispatch è un film che nasconde sotto una patina di omaggio/parodia di un certo cinema francese una direzione estremamente precisa, in cui ogni inquadratura è studiata all’inverosimile. Alla fine il tutto risulta eccessivo, “overdirected” e dopo la meraviglia dei primi minuti il film risulta faticoso e, in alcune parti, anche un po’ noioso, complice la qualità scemante dei mediometraggi che lo compongono.

Postato il 15/11/2021


I sette mariti di Evelyn Hugo

di Taylor Jenkins Reid

I sette mariti di Evelyn Hugo Mondadori,2017,420 pagine
Lo spunto è di quelli interessanti: una diva dagli anni ‘50 in poi (a naso l’ispirazione più forte è Liz Taylor) racconta la sua vita, i suoi amori, la sua carriera e i suoi eponimi sette mariti. Il ritratto della Hollywood di un certo periodo e del divismo, già in discesa, è preciso e rilevante fino a un certo punto. Hollywood è descritto solo attraverso le rivalità dei divi: poiché è una diva che racconta la sua vita, ha un suo senso, ma rimane l’idea di una visione parziale. La storia comunque fila benissimo, con gli anni che passano, i mariti e i piccoli e grandi colpi di scena. Ci sono forzature non da poco per mandare avanti la trama, ma con un po’ di sospensione dell’incredulità e adeguandosi allo spirito da feullietton ci si passa sopra, seppure con un “e vabbè…” qua e là.
Però quello che proprio mi ha infastidito è la cornice, la storia di “Monique” che intervista Evelyn, posticcia e chiaramente pensata per far identificare il pubblico e piazzare il libro nella categoria “chick lit”. Il tentativo nel finale di legare le due storie mi è sembrato davvero patetico. Peccato.

Postato il 11/11/2021